Ambrogio Bergognone

c. 1453 - 1523 Italian

Pittore lombardo della Certosa

Ambrogio Borgognone (noto anche come Ambrogio da Fossano, Ambrogio di Stefano da Fossano, Ambrogio Stefani da Fossano, oppure come il Bergognone o Ambrogio Egogni) fu un pittore italiano del Rinascimento, attivo a Milano e nei dintorni. Sebbene fosse quasi contemporaneo di Leonardo da Vinci, dipingeva in uno stile più affine all'arte lombarda pre-rinascimentale di Vincenzo Foppa e Bernardino Zenale. Le date della sua nascita e della sua morte sono sconosciute; si dice che sia nato a Fossano in Piemonte e il suo appellativo è attribuito alla sua affiliazione artistica con la scuola borgognona. La sua fama è principalmente associata al suo lavoro nel complesso della Certosa di Pavia, composto dalla chiesa e dal convento dei Certosini. È improbabile che abbia progettato, nel 1473, la celebre facciata della Certosa stessa. Vi lavorò per otto anni a partire dal 1486, in collaborazione con suo fratello Bernardino Bergognone, quando fornì i disegni delle figure della Vergine, dei santi e degli apostoli per gli stalli del coro, eseguiti in tarsia o intarsio ligneo da Bartolomeo Pola, fino al 1494, quando tornò a Milano. Solo un dipinto conosciuto, una pala d'altare nella Basilica di Sant'Eustorgio, può essere attribuito con probabilità a un periodo della sua carriera precedente al 1486. Per due anni dopo il suo ritorno a Milano lavorò alla chiesa di San Satiro. Dal 1497 fu impegnato per qualche tempo nella decorazione pittorica della chiesa dell'Incoronata nella vicina Lodi. La documentazione su di lui da quel momento in poi è scarsa. Nel 1508 dipinse per una chiesa a Bergamo; nel 1512 la sua firma appare in un documento pubblico di Milano; nel 1524 — e questa è la nostra ultima testimonianza autentica — dipinse una serie di affreschi che illustrano la vita di San Sisinius nel portico di San Simpliciano a Milano. Borgognone è considerato un pittore dal talento modesto ma dalla marcata individualità. Egli occupa un posto interessante nel periodo più interessante dell'arte italiana. La National Gallery di Londra possiede diverse sue opere: i frammenti separati di uno stendardo di seta dipinto per la Certosa, contenente le teste di due gruppi inginocchiati, rispettivamente di uomini e donne; e una grande pala d'altare dello Sposalizio di Santa Caterina, dipinta per la cappella di Rebecchino vicino a Pavia. Ma per giudicare i suoi veri poteri e i suoi ideali peculiari, il suo sistema di colorazione tenue e chiara, sia ad affresco, a tempera che a olio; i suoi tipi alquanto slanciati e pallidi, non privi di qualcosa che ci ricorda l'arte del nord, sia nel loro sentimentalismo teutonico sia nella fedeltà della ritrattistica; il conflitto tra il suo amore istintivo per la placidità e la calma e un'energia alquanto forzata e presa in prestito nelle figure dove l'energia è richiesta; il suo conservatorismo in materia di sfondi narrativi e minuziosamente diversificati; per giudicare queste qualità del maestro così come sono, è necessario studiare prima la grande serie dei suoi affreschi e pale d'altare alla Certosa, e poi quei resti di affreschi e pale d'altare successivi a Milano e Lodi, nei quali troviamo l'influenza di Leonardo e del nuovo tempo che si mescolano con, ma senza espellere, le sue prime predilezioni. Si dice che Bernardino Luini sia stato uno dei suoi allievi.

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