Antonio Mercurio Amorosi
Pittore barocco italiano di scene di genere
Antonio Amorosi fu un pittore italiano del tardo barocco, attivo ad Ascoli Piceno e a Roma. Amorosi nacque a Comunanza, allora parte dello Stato Pontificio. Nel 1668 si trasferì a Roma, dove fu allievo di Giuseppe Ghezzi. Dipinse scene di genere simili a quelle dei Bamboccianti. Nacque a Comunanza nel 1660 e si trasferì a Roma nel 1668 con l'intenzione di diventare sacerdote. Il suo interesse per l'arte e, nel 1676, la conoscenza di Giuseppe Ghezzi, lo fecero cambiare idea ed entrare nella bottega di Giuseppe Ghezzi, dove rimase per 11 anni. Intorno al 1690 divenne un pittore indipendente. La sua prima opera, firmata e datata 1690, fu il Ritratto del bambino Filippo Ricci, ora conservato nella collezione privata Weitzner a New York. Nel 1699 affrescò il Palazzo comunale di Civitavecchia con Papa Innocenzo III che riceve i magistrati della città e con la Madonna e San Fermo, opere distrutte nel 1944; nel 1702 dipinse, nella chiesa di Santa Maria della Morte a Civitavecchia, la pala d'altare San Gregorio e le anime del Purgatorio. A metà del Seicento apparvero le prime bambocciate, cioè rappresentazioni pittoriche di scene di vita popolare che affondavano le loro radici nella cultura pittorica dell'Europa settentrionale (scene di genere). In Italia erano caratterizzate da elementi grotteschi e caricature, poiché si trattava della rappresentazione della vita del «popolino» mostrata alla clientela aristocratica. Si dice che l'interesse di Amorosi per le scene di genere sia stato favorito dalle preferenze artistiche della cerchia dell'ambasciatore spagnolo a Roma, il duca di Uceda, che era egli stesso un importante committente di Amorosi. In questo ambiente, tra l'altro, Amorosi incontrò e divenne amico del suo futuro biografo e storico dell'arte Leone Pascoli. Le sue scene popolari rimasero una componente fondamentale della sua attività artistica fino alla sua morte, garantendogli commissioni da clienti facoltosi, per lo più appartenenti all'aristocrazia romana. Oltre alle scene di genere, dipinse temi sacri, come si può trovare nelle pale d'altare a Roma. Secondo Pascoli, Amorosi era anche un abile copista di artisti rinascimentali e un restauratore. Suo figlio Filippo collaborava anche nella bottega del padre ed era pittore di scene di genere.