Giovanni Battista Caracciolo
Fondatore del caravaggismo napoletano
Giovanni Battista Caracciolo (detto anche Battistello) fu un artista italiano e un importante seguace napoletano del Caravaggio. L'unica fonte biografica antica di rilievo è la pubblicazione inaffidabile di Bernardo de' Dominici del 1742. Le affermazioni di De Dominici sono spesso contraddette da fatti documentati e altre non possono essere verificate in modo indipendente. I documenti d'archivio attestano che Caracciolo nacque a Napoli e fu battezzato il 7 dicembre 1578, figlio di Cesare Caracciolo e di sua moglie Elena. La famiglia risiedeva nella parrocchia di San Giovanni Maggiore. Il 3 agosto 1598, all'età di vent'anni, Caracciolo sposò Beatrice de Mario. Ebbero dieci figli, di cui otto sopravvissero fino all'età adulta. Si dice che la sua formazione iniziale si sia svolta presso Francesco Imparato e Fabrizio Santafede, ma il primo impulso che orientò la sua arte derivò dall'improvvisa presenza del Caravaggio a Napoli alla fine del 1606. Il Caravaggio vi si era rifugiato dopo aver ucciso un uomo durante una rissa a Roma, giungendo alla fine di settembre o all'inizio di ottobre del 1606. Il suo soggiorno in città durò solo circa otto mesi, con un'altra breve visita nel 1609/1610, eppure il suo impatto sulla vita artistica locale fu profondo. Caracciolo, di soli cinque anni più giovane del Caravaggio, fu tra i primi in loco ad adottare il sorprendente nuovo stile, caratterizzato da una tavolozza cupa, un tenebrismo drammatico e figure scultoree inserite in un piano pittorico poco profondo definito dalla luce anziché dalla prospettiva. È considerato l'unico fondatore della scuola napoletana del caravaggismo. Tra gli altri caravaggisti napoletani figuravano Giuseppe Ribera, Carlo Sellitto, Artemisia Gentileschi e l'allievo di Caracciolo, Mattia Preti, allora agli inizi della sua carriera. La fase caravaggesca di Caracciolo fu fondamentale per l'intera sua carriera. Il suo primo contatto con Caravaggio dovette avvenire intorno al periodo della commissione Radolovich, datata 6 ottobre 1606, e i contatti proseguirono fino al completamento da parte di Caravaggio delle Sette Opere di Misericordia negli ultimi mesi di quell'anno e all'inizio del 1607. Un risultato notevole dell'influenza di Caravaggio è La Crocifissione di Cristo di Caracciolo, con le sue forti eco della Crocifissione di Sant'Andrea. Nel 1607 dipinse l'Immacolata Concezione per la chiesa di Santa Maria della Stella a Napoli. L'opera è considerata il suo primo dipinto caravaggesco documentato. Nel 1612 compì un viaggio a Roma. Un'opera che mostra l'influenza di questa visita, e in particolare quella di Orazio Gentileschi, è la Liberazione di san Pietro (1615), dipinta per il Pio Monte della Misericordia per essere appesa accanto alle Sette opere di misericordia del Caravaggio, realizzate per la stessa chiesa. A quel tempo era diventato il capo della nuova scuola napoletana, dividendo il suo tempo tra soggetti religiosi (pale d'altare e, fatto insolito per un caravaggista, affreschi) e dipinti per committenti privati. Dopo il 1618 visitò Genova, Roma e Firenze. A Roma subì l'influenza del classicismo rinato dei cugini Carracci e della scuola emiliana, e iniziò a lavorare a una sintesi del loro stile con il proprio tenebrismo: il suo Cupido, con la sua bravura nella resa del panno rosso, mostra l'influenza della sintesi dei Carracci. Tornato a Napoli, tradusse tutto ciò in scene affrescate grandiose e di ampio respiro, tra cui il suo capolavoro Cristo che lava i piedi ai discepoli del 1622, dipinto per la Certosa di San Martino. Realizzò inoltre altre opere nella Certosa di San Martino, in Santa Maria La Nova e in San Diego all'Ospedaletto; queste opere, dalla fine del secondo decennio del XVII secolo in poi, mostrano la forte influenza del classicismo bolognese a cui potrebbe essere stato esposto a Roma. Morì a Napoli, nei pochi giorni trascorsi tra la stesura del suo ultimo testamento, il 19 dicembre 1635, e il 24 dicembre 1635, quando questo fu aperto e letto.
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