Giovanni Battista Tiepolo
Maggior pittore decorativo del Settecento
Giovanni Battista Tiepolo, noto anche come Giambattista (o Gianbattista) Tiepolo, fu un pittore e incisore italiano della Repubblica di Venezia che dipinse nello stile rococò, considerato un membro importante della scuola veneziana del XVIII secolo. Fu prolifico e lavorò non solo in Italia, ma anche in Germania e Spagna. Giovan Battista Tiepolo, insieme a Giambattista Pittoni, Canaletto, Giovan Battista Piazzetta, Giuseppe Maria Crespi e Francesco Guardi, è considerato uno dei grandi maestri tradizionali di quel periodo. Riuscito fin dall’inizio della sua carriera, è stato descritto da Michael Levey come «il più grande pittore decorativo dell’Europa del Settecento, nonché il suo artigiano più abile». Nato a Venezia, era il più giovane dei sei figli di Domenico e Orsetta Tiepolo. Suo padre era un piccolo mercante marittimo che apparteneva a una famiglia che portava il prestigioso nome patrizio di Tiepolo senza rivendicare alcuna discendenza nobile. Alcuni dei bambini ebbero padrini nobili, e Giambattista fu inizialmente chiamato come il suo padrino, un nobile veneziano di nome Giovanni Battista Dorià. Fu battezzato il 16 aprile 1696 nella chiesa locale, San Pietro di Castello (allora ancora ufficialmente la cattedrale di Venezia). Suo padre morì circa un anno dopo, lasciando sua madre a crescere una famiglia di bambini piccoli, presumibilmente in circostanze alquanto difficili. Nel 1710 divenne allievo di Gregorio Lazzarini, un pittore di successo dallo stile eclettico. Tuttavia, fu influenzato almeno altrettanto fortemente dallo studio delle opere di altri artisti contemporanei come Sebastiano Ricci e Giovanni Battista Piazzetta, nonché da quelle dei suoi predecessori veneziani, in particolare Tintoretto e Veronese. Una biografia del suo maestro, pubblicata nel 1732, afferma che Tiepolo «si allontanò dalla maniera studiata di [Lazzarini] e, pieno di spirito e fuoco, abbracciò uno stile rapido e risoluto». Le sue prime opere note sono raffigurazioni degli apostoli, dipinte nei pennacchi come parte della decorazione della chiesa dell’Ospedaletto a Venezia nel 1715-1716. All’incirca nello stesso periodo divenne pittore del Doge, Giovanni II Cornaro, e supervisionò l’appensione dei quadri nel suo palazzo, oltre a dipingere egli stesso molte opere, di cui sono stati identificati solo due ritratti. Dipinse il suo primo affresco nel 1716, sul soffitto di una chiesa a Biadene, vicino a Treviso. Probabilmente lasciò lo studio di Lazzarini nel 1717, l’anno in cui fu ammesso nella Fraglia o corporazione dei pittori. Intorno al 1719-20 dipinse un ciclo di affreschi per l’editore Giambattista Baglione, facoltoso e recentemente nobilitato, nel salone della sua villa a Massanzago, vicino a Padova. Tiepolo raffigurò il Trionfo di Aurora sul soffitto e il Mito di Fetonte sulle pareti, creando quel tipo di illusione spaziale fluida che sarebbe diventata un tema ricorrente nella sua opera. Nel 1722 fu uno dei dodici artisti incaricati di realizzare un dipinto su tela raffigurante uno degli apostoli, come parte di un progetto decorativo per la navata di San Stae a Venezia. Gli altri artisti coinvolti includevano Ricci, Piazetta e Pellegrini. Nel 1719, Tiepolo sposò la nobildonna Maria Cecilia Guardi, sorella di due pittori veneziani contemporanei, Francesco e Giovanni Antonio Guardi. Tiepolo e sua moglie ebbero nove figli, dei quali quattro figlie e tre figli sopravvissero fino all’età adulta. Due dei suoi figli, Domenico e Lorenzo, dipinsero con lui come assistenti e in seguito ottennero un certo riconoscimento indipendente, in particolare Giovanni Domenico Tiepolo. I suoi figli dipingevano figure con una composizione simile a quella del padre, ma con stili distintivi, inclusi quelli di genere. Il suo terzo figlio divenne sacerdote. Fabio Canal, Francesco Lorenzi e Domenico Pasquini furono tra i suoi allievi. Alcune importanti commissioni provenivano dalla famiglia patrizia Dolfin. Dionisio Dolfin, arcivescovo di Udine in Friuli, lo impiegò per decorare una cappella nella cattedrale di Udine, e poi per dipingere un altro ciclo raffigurante episodi delle vite di Abramo e dei suoi discendenti dal Libro della Genesi nel suo palazzo arcivescovile (l’«Arcivescovado») (completato nel 1726–1728). Nonostante l’elevatezza dei loro soggetti, sono brillanti nei colori e di umore leggero: Michael Levey descrive i dipinti del palazzo come «una scintillante serie di tableaux, piena di spirito ed eleganza». Tiepolo utilizzò una palette molto più fredda rispetto ai precedenti pittori veneziani, per creare un convincente effetto di luce diurna. I suoi primi capolavori a Venezia furono un ciclo di dieci enormi tele dipinte per decorare una grande sala di ricevimento di Ca’ Dolfin sul Canal Grande di Venezia (ca. 1726–1729), raffiguranti battaglie e trionfi dalla storia dell’antica Roma. Questi primi capolavori, innovativi tra gli affreschi veneziani per la loro luminosità, gli procurarono molte commissioni. Dipinse tele per chiese come quella di Verolanuova (1735–1740), per la Scuola dei Carmini (1740–1747) a Cannaregio, un soffitto per i palazzi Archinto e Casati-Dugnani a Milano (1731), la Cappella Colleoni a Bergamo (1732–1733), un soffitto per la chiesa dei Gesuati (Santa Maria del Rosario) a Venezia raffigurante San Domenico che istituisce il Rosario (1737–1739), il Palazzo Clerici a Milano (1740), decorazioni per Villa Cordellina Molin, un soffitto per la Chiesa degli Scalzi (1743–1744; ora distrutto, ricostruzione: ), Villa Cordellina a Montecchio Maggiore (1743–1744) e per la sala da ballo di Palazzo Labia a Venezia (ora uno studio televisivo), raffigurante la Storia di Cleopatra (1745–1750). Tiepolo realizzò due serie di acquaforti, i Capricci (ca. 1740–1742) e gli Scherzi di fantasia (ca. 1743–1757). I dieci capricci furono pubblicati per la prima volta da Anton Maria Zanetti, inseriti nella terza edizione di una raccolta di xilografie tratte da Parmigiano. Furono pubblicati separatamente solo nel 1785. I soggetti sono spesso bizzarri e fantastici, e le opere devono molto all’esempio di Salvator Rosa e Giovanni Benedetto Castiglione. I 23 Scherzi furono incisi all’acquaforte nell’arco di oltre dieci anni e circolarono privatamente, venendo pubblicati commercialmente solo dopo la morte di Tiepolo, con numeri e titoli aggiunti da suo figlio Giandomenico. I soggetti includono figure orientali misteriose e, in alcune delle stampe più tarde, scene di negromanzia. Nel 1750, la reputazione di Tiepolo era saldamente stabilita in tutta Europa, grazie all’aiuto del suo amico Francesco Algarotti, mercante d’arte, critico e collezionista. Quell’anno, su richiesta del principe-vescovo Karl Philip von Greiffenklau, si recò a Würzburg, dove arrivò nel novembre 1750. Vi rimase per tre anni, durante i quali eseguì dipinti sul soffitto nel palazzo della Nuova Residenza (completato nel 1744). Affrescò il salone Kaisersaal in collaborazione con i suoi figli Giandomenico e Lorenzo, e fu poi invitato a fornire un progetto per la grandiosa scalinata d’ingresso (Treppenhaus) progettata da Balthasar Neumann. Si tratta di un enorme affresco sul soffitto di 7.287 piedi quadrati (677 m²), completato nel novembre 1753. La sua Allegoria dei Pianeti e dei Continenti raffigura Apollo mentre intraprende il suo corso quotidiano; le divinità intorno a lui simboleggiano i pianeti; figure allegoriche (sulla cornice) rappresentano i quattro continenti. Inclusi diversi ritratti nella sezione Europa di questo affresco, tra cui un autoritratto; uno di suo figlio Giandomenico; uno del principe-vescovo von Greiffenklau; uno del pittore Antonio Bossi; e uno dell’architetto Balthasar Neumann. Tiepolo tornò a Venezia nel 1753. Era ormai molto richiesto localmente, così come all’estero, dove fu eletto presidente dell’Accademia di Padova. Continuò a completare affreschi teatrali per chiese; il Trionfo della Fede per la Chiesa della Pietà; affreschi su pannello per Ca’ Rezzonico (che ora ospita anche il suo affresco sul soffitto del Palazzo Barbarigo); e dipinti per ville patrizie nella campagna veneziana, come la Villa Valmarana a Vicenza e un elaborato soffitto panegirico per la Villa Pisani a Stra. In alcuni celebri affreschi di Palazzo Labia, raffigurò due scene della vita di Cleopatra: L’incontro di Antonio e Cleopatra[1] e Il banchetto di Cleopatra, nonché, in un affresco centrale sul soffitto, Il Trionfo di Bellerofonte sul Tempo. Qui collaborò con Girolamo Mengozzi Colonna. Questo legame con Colonna, che progettava anche scenografie per l’opera, evidenzia la crescente tendenza alla composizione come finzione scenica negli affreschi di Tiepolo. L’architettura dell’affresco del Banchetto richiama anche quella delle Nozze di Cana di Veronese. Nel 1757, dipinse una pala d’altare per la famiglia Thiene, rappresentante l’apoteosi di San Gaetano. Si trova nella chiesa della frazione di Rampazzo a Camisano Vicentino. Nel 1761, Carlo III commissionò a Tiepolo la creazione di un affresco sul soffitto per decorare la sala del trono del Palazzo Reale di Madrid. Il tema encomiastico è l’Apoteosi della Spagna e presenta raffigurazioni allegoriche che rievocano il dominio della Spagna nelle Americhe e in tutto il mondo. Dipinse anche altri due soffitti nel palazzo e realizzò molte commissioni private in Spagna. Tuttavia, subì la gelosia e la feroce opposizione del crescente campione del neoclassicismo, Anton Raphael Mengs; su istigazione del sostenitore di Mengs, il confessore del re Joaquim de Electa, la serie di tele di Tiepolo per la chiesa di S. Pascual ad Aranjuez fu sostituita da opere del suo preferito. Tiepolo morì a Madrid il 27 marzo 1770. Dopo la sua morte, l’ascesa di un rigoroso neoclassicismo e il declino post-rivoluzionario dell’assolutismo portarono al lento declino dello stile rococò associato al suo nome, ma non intaccarono la sua reputazione. Nel 1772, il figlio di Tiepolo era abbastanza rispettato da essere il pittore del Doge Giovanni II Cornaro, incaricato della decorazione di Palazzo Mocenigo nel sestiere di San Polo, a Venezia.
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Master student
- Francesco Lorenzi Student
- Giovanni Domenico Tiepolo Student
- Jacopo Guarana Student
Influenced by
- Sebastiano Ricci Influencer
- Giovanni Battista Piazzetta Influencer
- Johann Liss
Parent child
- Giovanni Domenico Tiepolo Child
- Lorenzo Baldissera Tiepolo Child
Artworks by this artist (300 total)
- Der Tod des Heiligen Joseph
- Seated Satyress 1696-1770
- Alexander and Bucephalus 1757-1760
- Soldier in front of ‘General’ Holding up a Decapitated Head on a Staff 1696-1770
- The Triumph of Hercules 1761
- Gruppe von Mönchen und Magiern
- Apollo and Marsyas 1756 - 1757
- Meeting Between a Pope and Doge 1696-1770
- One of the Hours Holding the Bridle of a Horse of the Sun, and Other Figures ca. 1750-53
- River God with an Oar, Woman Holding a Serpent, and a Standing Nude Boy 1696-1770
- A Female Allegorical Figure ca. 1740-50
- Punchinellos Approaching a Woman late 1730s
- Apotheosis of a Warrior 1696-1770
- The Adoration of the Shepherds 1735-1740
- Two Women, One Holding an Anchor, and a Putto on Clouds 1696-1770
- Punchinello gives counsel c. 1743-57
- Seated figure with head turned to the left and right arm raised, seen from below ca. 1740-50
- Die Wunderheilung des zornigen Sohnes circa 1760
- The Holy Family with Saint John (ca. 1754–62) 2
- Time Discovering Truth