Scarsellino

1550 - 1620 Italian

Pioniere del paesaggio a Ferrara

Scarsellino, o Ippolito Scarsella, fuò un pittore riformista italiano della metà e fine del XVI secolo e uno dei più importanti rappresentanti della Scuola di Ferrara. I suoi paesaggi, sia a tema sacro che profano, anticipano fortemente le tradizioni della pittura di paesaggio del XVII secolo. Ippolito Scarsella nacque e morì a Ferrara. Su padre era il pittore meno noto Sigismondo Scarsella, particolarmente abile come architetto. Scarsellino viaggiò e lavorò ampiamente in Italia, incontrando molte influenze. Visse a Venezia per quattro anni intorno al 1570. La data esatta non è nota. Si dice che si sia formato a Venezia nello studio di Veronese. Scarsellino lavorò accanto ai fratelli Carracci nel Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Come si può osservare dalle loro opere, l'artista ferrarese e i pittori bolognesi esercitarono un'influenza reciproca l'uno sull'altro. Per citare solo uno dei molti esempi, il Martirio di santa Margherita di Ludovico Carracci, realizzato nel 1616 per la chiesa di San Maurizio a Mantova, trae ispirazione dal dipinto dello stesso soggetto eseguito cinque anni prima da Scarsellino per l'oratorio di Santa Margherita a Ferrara. Uno degli allievi più importanti di Scarsellino fu Costanzo Cattani. Scarsellino fu sia un pittore da cavalletto sia un artista di affreschi. Spesso dipingeva lo stesso soggetto con variazioni, in una gamma di diversi formati e supporti. Le sue opere giovanili mostrano le influenze di vari stili contemporanei. Inizialmente fu ispirato dalle eleganti figure del Parmigianino (1503–1540), introdotte a Ferrara da Girolamo da Carpi (1501–circa 1557). In seguito si distinse da questa visione intellettuale e altamente formale del manierismo rivolgendosi al mondo magico e incentrato sull'atmosfera di Dosso Dossi. Durante il suo soggiorno a Venezia, venne introdotto alle opere tarde di Giorgione e a quelle di Veronese e Tiziano, che ebbero un'influenza importante sul suo lavoro. Diverse sue opere fanno parte della collezione della Galleria Borghese a Roma, tra cui Venere che fa il bagno, Diana e Endimione e Venere e Adone. Due dei suoi dipinti furono distrutti durante il bombardamento di Dresda alla fine della Seconda Guerra Mondiale: La fuga in Egitto e La Sacra Famiglia al lavoro.

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