Bartolomeo Pinelli

1781-1835 Italian

Incisore prolifico di Roma

Bartolomeo Pinelli è stato un illustratore e incisore italiano. Pinelli nacque e morì nel quartiere di Trastevere a Roma, figlio di un artigiano che modellava statue religiose. Pinelli si formò prima a Bologna e poi all'Accademia di San Luca a Roma. Tornò a vivere a Trastevere, allora un quartiere povero di Roma. Il suo primo studio si trovava in Piazza Sciarra, sul Corso. Suo figlio, Achille Pinelli, fu a sua volta un celebre acquerellista. Incisore estremamente prolifico, le sue illustrazioni raffiguravano i costumi del popolo italiano, i grandi poemi epici e numerosi altri soggetti, comprese le usanze popolari. In generale, il soggetto più ricorrente è Roma, la città antica così come quella moderna: i suoi abitanti e i suoi monumenti. Nei suoi primi anni di lavoro indipendente, dipinse figure ad acquerello nello stile del pittore Franz Kaiserman. A partire dal 1807, realizzò un album di 36 acquerelli intitolato Scene e Costumi di Roma e del Lazio. La sua prima serie di incisioni, iniziata nel 1809, fu intitolata Raccolta di cinquanta costumi pittoreschi incisi all'acquaforte. Nel 1816 completò le illustrazioni per la sua opera La Storia Romana e, nel 1821, quelle per l'opera La Storia Greca. Aveva in grande considerazione le tradizioni e le religioni dell'antica Grecia e di Roma, e completò una serie di incisioni del pantheon degli dei classici. La tradizione artistica dell'esaltazione di una classe al di sopra della legge affonda le sue radici nell'artista dell'epoca barocca Salvatore Rosa. Produsse inoltre una serie di stampe su La Storia del Brigante Decapitato, che narra di un brigante il quale, mentre dorme, viene decapitato dalla moglie per vendetta dell'uccisione del proprio figlio. Quest'opera in particolare illustra l'attenzione che Pinelli dedicava ai racconti popolari e l'ammirazione idealizzata che si era sviluppata in alcuni settori delle classi colte e aristocratiche nei confronti della cultura brigantesca. Pinelli sosteneva che i briganti o banditti, nella loro ricerca di indipendenza dalle leggi imposte dai sovrani assoluti, rappresentassero un'eredità del desiderio di libertà dell'antica Roma repubblicana. Per Pinelli, il nazionalismo italiano si sarebbe coagulato attorno a un ritorno ai valori degli antichi romani. Un esempio dei paradossali mecenati delle sue raffigurazioni di briganti è costituito da due dipinti posseduti dalla Duchessa di Devonshire. Tra il 1822 e il 1823 realizzò una serie di cinquantadue stampe per un poema satirico intitolato Il Meo Patacca. Morì povero il 1° aprile 1835.

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