Bartolomeo Schedoni
Chiaroscuro drammatico e panneggi
Bartolomeo Schedoni (talvolta Schedone) è stato un pittore italiano del primo barocco, originario di Modena. Nacque a Modena e si trasferì a Parma con il padre, un fabbricante di maschere al servizio della corte Farnese. Nel 1595 Schedoni si recò a Roma, dove fu brevemente apprendista presso Federico Zuccari sotto il patrocinio di Ranuccio I Farnese, duca di Parma. Dopo essersi ammalato, tornò a Parma. Lo storico dell'arte barocca conte Carlo Cesare Malvasia (1616–1693) sostiene che Schedoni si sia formato presso Annibale Carracci a Bologna, sebbene ciò sia discutibile; le sue prime opere rivelano piuttosto lo studio delle opere del Correggio a Parma. La prima commissione nota di Schedoni risale al 1598. Dopo essere stato incarcerato per aggressione, lasciò Parma e si trasferì a Modena. Lì prestò servizio come pittore alla corte di Cesare d’Este e collaborò con Ercole dell'Abate alla decorazione del soffitto della Sala del Consiglio Vecchio del Palazzo Comunale. Dopo un'interruzione causata dalla detenzione di Schedoni per un'altra rissa, quest'opera fu completata nel luglio 1607. Dopo il dicembre 1607, lavorò a Parma per la corte di Ranuccio I. Il duca stimava profondamente lo Schedoni e gli donò una tenuta a Felegara in occasione del suo matrimonio nel 1611. Le opere dello Schedoni includevano piccole immagini devozionali e la grande pala d'altare Sacra Famiglia in gloria adorata dai santi Giovanni Battista, Francesco d'Assisi, Lorenzo e Pellegrino. Schedoni morì il 23 dicembre 1615. Secondo il cronista modenese Giovanni Battista Spaccini, morì in un «impeto di passione» — forse per suicidio — dopo una notte di pesanti perdite al gioco. I dipinti di Schedoni raffigurano spesso figure brillantemente illuminate su uno sfondo scuro. Grande enfasi è data ai motivi angolosi dei panneggi dai colori vivaci che, secondo lo storico dell'arte Lawrence Gowing, «oscurano quasi il contenuto narrativo della scena, diffondendo al suo posto una pervasiva sensazione di urgenza emotiva». La maniera tarda di Schedoni mostra l'influenza di Ludovico Carracci. Un'altra influenza importante sullo stile e sui soggetti di Schedoni fu quella di Caravaggio, la cui Deposizione di Cristo (1603-1604) fornì il prototipo per la Deposizione dalla croce di Schedoni (1613 circa) conservata nella Galleria Nazionale di Parma. Il pittore parmigiano Giovanni Lanfranco fu tra coloro che trovarono ispirazione nello stile teatrale di Schedoni. I capolavori di Schedoni si trovano nella Galleria Nazionale di Parma e sono i due dipinti destinati all'altare della chiesa del convento dei Cappuccini di Fontevivo, vicino a Parma.
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