Charles de Wailly
Pioniere del neoclassicismo francese
Charles de Wailly fu un architetto, urbanista e designer di mobili francese, nonché uno dei principali esponenti della rinascita neoclassica dell'antichità. La sua opera principale fu il Théâtre de l'Odéon per la Comédie-Française (1779-1782). Nei suoi progetti, de Wailly mostrò una predilezione per la figura perfetta, il cerchio. De Wailly nacque a Parigi. A partire dal 1749 fu allievo di Jacques-François Blondel presso l'École des Arts, dove incontrò William Chambers ed ebbe come compagno di studi Marie-Joseph Peyre; in seguito studiò con Giovanni Niccolò Servandoni e con Jean-Laurent Le Geay. Dopo aver ottenuto il Prix de Rome per l'architettura nel 1752, si recò all'Accademia di Francia a Roma per tre anni, fino al 1755, condividendo il premio con l'amico Pierre-Louis Moreau-Desproux. Entrambi parteciparono agli scavi delle Terme di Diocleziano. A Roma, de Wailly strinse amicizia con lo scultore Augustin Pajou, che avrebbe scolpito il suo busto e quello della moglie e per il quale, nel 1776, avrebbe costruito una casa adiacente alla propria, a Parigi. Al suo ritorno a Parigi, de Wailly dimostrò la sua padronanza della prima versione del neoclassicismo, nota come "Goût grec", esponendo al Salon del 1761 un tavolo con piano in lapislazzuli e decorazioni in bronzo dorato, oltre a un vaso di granito in "gusto antico"; queste opere erano concepite come manifesti di un nuovo gusto, come afferma una breve nota inserita nel Mercure de France, presentando uno "stile molto nobile, ben lontano dalla maniera frivola ("air de colifichet") che ha regnato così a lungo nei nostri arredi." Intorno al 1764, per il sontuoso Hôtel d'Argenson de Voyer, che ristrutturò in un avanzato stile neoclassico per Marc-René d'Argenson, marchese di Voyez, progettò il vaso in marmo e porfido con montature in bronzo dorato su piedistallo, oggi conservato nella Wallace Collection di Londra; sulla base dei disegni di de Wailly, lo scultore Augustin Pajou realizzò i modelli in cera delle montature. Nel 1767, de Wailly fu ammesso come membro della prima classe dell'Académie royale d'architecture e, nel 1771, fu accolto nell'Académie royale de Peinture et de Sculpture, unico architetto professionista dell'epoca a ottenere tale riconoscimento, a testimonianza della sua straordinaria abilità di disegnatore. Da quel momento in poi, de Wailly espose regolarmente ai Salon di Parigi i suoi render, progetti e modelli. Ottenne una maggiore notorietà quando due dei suoi progetti furono incisi per l'Encyclopédie e altri due per la monumentale Description de la France degli anni Ottanta del Settecento. La sua reputazione all'estero crebbe grazie alle incisioni delle sue opere; divenne particolarmente popolare in Russia, dove tra i suoi discepoli figuravano Vasilij Baženov, Ivan Starov e Andrej Voronichin, alcuni dei quali si recarono a Parigi per studiare direttamente con lui. Caterina la Grande gli offrì un incarico di alto livello presso l'Accademia Imperiale delle Arti di San Pietroburgo, che egli rifiutò. Nel 1772 fu nominato architetto del Castello di Fontainebleau, insieme a Marie-Joseph Peyre. L'anno successivo ottenne il permesso di recarsi per un lungo soggiorno a Genova per ridecorare il palazzo seicentesco di Cristoforo Spinola nella Strada Nuova, lavorando in collaborazione con Andrea Tagliafichi: l'edificio fu gravemente danneggiato nel 1942. In seguito tornò più volte a lavorare in Italia. Notato dal marchese di Marigny, fratello di Madame de Pompadour e direttore generale delle Costruzioni del Re, de Wailly lavorò nel parco del castello di Menars di Marigny e, grazie al suo sostegno, riuscì a ottenere l'incarico per un nuovo teatro della Comédie-Française. Nel 1779, de Wailly e Peyre costruirono la loro opera più celebre, il teatro dell'Odéon a Parigi (vedi sotto). De Wailly progettò anche un piano per l'Opéra-Comique. Nel 1795 fu eletto all'Académie des Beaux-Arts, 3ª sezione (architettura), seggio V. Alla sua morte, Jean Chalgrin gli succedette nel seggio. Nello stesso anno divenne conservatore del museo di pittura e fu inviato nei Paesi Bassi e in Belgio per selezionare opere d'arte in seguito all'annessione di questi paesi. Sposò Adélaïde Flore Belleville che, dopo la sua morte, si risposò nel 1800 con il chimico Antoine François, conte di Fourcroy. Era fratello del lessicografo Noël François de Wailly. De Wailly morì a Parigi nel 1798.
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