Cornelis Cort

1533-1578 Dutch

Cornelis Cort

Pioniere dell'incisione italiana espressiva

Cornelis Cort fu un incisore e disegnatore olandese. Trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita in Italia, dove era conosciuto come Cornelio Fiammingo. Nato a Hoorn o Edam, Cort potrebbe essere stato allievo di Dirck Volckertsz Coornhert negli anni Cinquanta del Cinquecento a Haarlem. Le sue prime incisioni note furono pubblicate ad Anversa intorno al 1553, sebbene si pensi che abbia continuato a lavorare nei Paesi Bassi settentrionali. L'editore era Hieronymous Cock, sotto la cui guida Cort potrebbe aver svolto il suo apprendistato. Una lettera del 1567 di Dominicus Lampsonius all'artista Tiziano descriveva Cock come il maestro di Cort. Le lastre che Cort produceva per Cock recavano il nome di Cort solo dopo il termine del suo apprendistato presso Cock. Cort si trasferì a Venezia e visse nella casa di Tiziano nel 1565 e 1566. Realizzò incisioni basate sulle opere di Tiziano. Tra queste vi sono le famose lastre di rame di «San Girolamo nel deserto», «La Maddalena», «Prometeo», «Diana e Atteone» e «Diana e Callisto». Dall'Italia tornò nei Paesi Bassi, ma fece ritorno a Venezia poco dopo il 1567, procedendo poi verso Bologna e Roma, dove realizzò incisioni tratte da tutti i grandi maestri dell'epoca. A Roma fondò la celebre scuola nella quale, come ci racconta Bartsch, la linea semplice di Marcantonio fu modificata da un brillante tocco del bulino, successivamente imitato e perfezionato da Agostino Carracci in Italia e da Nicolaes de Bruyn nei Paesi Bassi. Prima di visitare l'Italia, Cort si era accontentato di copiare Michael Coxcie, Frans Floris, Heemskerk, Gillis Mostaert, Bartholomeus Spranger e Stradanus. In Italia, diede diffusione alle opere di Raffaello, Tiziano, Polidoro da Caravaggio, Baroccio, Giulio Clovio, Muziano e degli Zuccari. Cort visitò Firenze tra il 1569 e il 1571, probabilmente lavorando per la famiglia Medici. Tornò da Tiziano a Venezia nel 1571-1572. Trascorse l'ultimo anno della sua vita a Roma, dove morì. La sua connessione con Cock e Tiziano è piacevolmente illustrata in una lettera indirizzata a quest'ultimo da Dominick Lampson di Liegi nel 1567. Si dice che Cort abbia inciso più di centocinquantuno lastre.

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