Domenico Beccafumi

1486-1551 Italian

Domenico Beccafumi

Ultimo puro maestro senese

Domenico di Pace Beccafumi fu un pittore italiano del tardo Rinascimento e del Manierismo, attivo principalmente a Siena. È considerato uno degli ultimi rappresentanti puri della scuola senese di pittura. Domenico nacque a Montaperti, vicino a Siena, figlio di Giacomo di Pace, un contadino che lavorava nella tenuta di Lorenzo Beccafumi. Vedendo il suo talento per il disegno, Lorenzo lo adottò e lo raccomandò per imparare la pittura da Mechero, un artista senese minore. Nel 1509 si recò a Roma, dove apprese dagli artisti che avevano appena realizzato le loro prime opere in Vaticano, ma tornò presto a Siena. Tuttavia, mentre le incursioni romane di due artisti senesi della sua stessa generazione circa (Il Sodoma e Peruzzi) li avevano impregnati di elementi dello stile classico umbro-fiorentino, lo stile di Beccafumi rimane, in modo sorprendente, provinciale. A Siena, dipinse opere religiose per le chiese e decorazioni mitologiche per committenti privati, essendo solo lievemente influenzato dalle tendenze manieriste gestuali che dominavano la vicina scuola fiorentina. Nei suoi disegni vi sono eccentricità medievali, talvolta fantasmagoriche, dettagli emotivi superflui e una qualità nebbiosa, non lineare e spesso frastagliata, con una tonalità primitiva nella sua colorazione che lo distingue dai maestri romani classici. Oltre alla pittura, diresse anche il celebre pavimento della cattedrale di Siena dal 1517 al 1544, un compito che richiese oltre un secolo e mezzo. Il pavimento mostra vasti disegni in lavoro di commesso, ovvero marmo bianco inciso con i contorni del soggetto in nero, e con bordi intarsiati con ricchi motivi in molti colori. Dall'anno in cui Beccafumi si impegnò a continuare questo pavimento, apportò miglioramenti molto ingegnosi ai processi tecnici impiegati, e realizzò scene tratte dalle storie di Achab ed Elia, di Melchisedec, di Abramo e di Mosè. Realizzò un arco trionfale e un enorme cavallo meccanico per la processione dell'imperatore Carlo V al suo ingresso a Siena. Rispetto allo stile fiorentino, equilibrato, geometrico e sicuro di sé, lo stile pittorico senese si addentra in un mondo più irrazionale ed emotivamente squilibrato. Gli edifici sono spesso sezionati e le prospettive appaiono goffe. L’ambientazione è spesso allucinogena; i colori, dissonanti. Ad esempio, nella Natività (Chiesa di San Martino), angeli sospesi formano un cerchio architettonico, e le figure entrano dalle ombre di un arco in rovina. Nella sua Annunciazione, la Vergine risiede in un mondo che non è né giorno né crepuscolo; lei e l’Angelo Gabriele risplendono mentre la casa è in rovina. In Cristo nel Limbo (Pinacoteca Nazionale di Siena), un tema rappresentato in modo atipico, Cristo oscilla in contrapposto mentre entra in un oltretomba di rovine e anime. S.J. Freedberg paragona le sue figure eccentriche e vibranti a quelle del contemporaneo manierista fiorentino Rosso Fiorentino, ma le definisce più «ottiche e fluide». Sebbene tutti gli elementi delle scene religiose attese siano presenti, sembra una commedia in cui tutti gli attori indossano costumi atipici e hanno dimenticato alcune battute. Nell'Italia medievale, Siena era stata una rivale artistica, economica e politica di Firenze; ma guerre e disastri naturali causarono un declino nel XV secolo. Dal punto di vista stilistico, Beccafumi è tra gli ultimi di una schiera di artisti senesi, un credente medievale nei miracoli che si risveglia nella realtà rinascimentale.

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