Domenico Induno

1815 - 1878 Italian

Domenico Induno

Maestro della pittura di genere

Domenico Induno era un pittore italiano, principalmente di scene di genere e storiche. Suo fratello minore, Gerolamo, divenne anch'egli un artista noto e spesso lavorarono insieme. Nacque a Milano, dove suo padre era cuoco e maggiordomo alla corte milanese. Fu apprendista fin da giovane presso l'orafo e medaglista Luigi Cossa [it], che rimase colpito dal suo talento per il disegno e lo convinse a iscriversi all'Accademia di Brera. Vi fu ammesso nel 1831 e studiò successivamente con Pompeo Marchesi, Luigi Sabatelli e Francesco Hayez, che ebbe la maggiore influenza sul suo stile. In quel periodo, prediligeva scene tratte dalla Bibbia o dalla storia classica. Nel 1840, ricevette una commissione da agenti che rappresentavano l'imperatore Ferdinando I per dipingere una scena raffigurante Saul che viene unto re dal profeta Samuele, da esporre alla Galleria Imperiale di Vienna. Negli anni successivi, abbandonò gradualmente la pittura storica a favore di scene di genere, allora in voga tra i membri liberali dell'aristocrazia milanese. Il suo mentore, Hayez, lo aiutò a ottenere mecenati nobili. Nel 1843 sposò Emilia Trezzini, sorella di uno dei suoi allievi, Angelo Trezzini. Cinque anni dopo, a seguito della sua partecipazione alle Cinque Giornate di Milano, lui, sua moglie e suo fratello Gerolamo furono costretti a fuggire nel Ticino per sfuggire alle rappresaglie che seguirono. Nel 1850, quando fu sicuro, tornarono e si stabilirono a Firenze. Nel 1854 fu nominato 'Socio d’Arte' all'Accademia di Brera. L'anno seguente tenne la sua prima esposizione fuori dall'Italia all'Esposizione Universale di Parigi, considerata un grande successo. Nel 1860 fu nominato giudice per un importante concorso artistico patriottico sponsorizzato da Bettino Ricasoli. Più tardi quell'anno, iniziò a lavorare su diverse scene legate all'Armistizio di Villafranca; una di queste fu commissionata dal re Vittorio Emanuele II e gli valse un titolo nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1863 divenne direttore dell'Accademia di Brera e non partecipò più alle loro esposizioni annuali. Dieci anni dopo, all'Esposizione Universale di Vienna, ricevette una medaglia d'oro per Un dramma domestico, una critica della società nell'Italia post-unitaria. Da quel momento, i suoi dipinti divennero piuttosto cupi e malinconici. Nonostante soffrisse di un grave disturbo agli occhi, riuscì a partecipare all'Esposizione Universale del 1878, ma morì più tardi quello stesso anno, a Milano.

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