Domenico Morelli
Pittore romantico e simbolista passionale
Domenico Morelli fu un pittore italiano, che produsse principalmente opere storiche e religiose. Morelli ebbe un'enorme influenza sulle arti della seconda metà del XIX secolo, sia come direttore dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, sia per la sua ribellione contro le istituzioni: tratti che fiorirono nei soggetti romantici, spesso patriottici, e poi simbolisti delle sue tele. Morelli fu il maestro di Vincenzo Petrocelli. Nacque in una famiglia povera a Napoli. Sua madre sperava che diventasse prete. Il suo talento precoce fu notato, e si iscrisse alla Reale Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1836 al 1846, dove strinse amicizia con Francesco Altamura. Le sue opere giovanili contengono immagini tratte dalle storie medievali e dai poeti romantici come Byron. Nel 1845 dipinse il premiato L'angelo che porta le anime al Purgatorio dantesco. Nel 1845-46, con il dipinto Saul calmato da David e grazie all'aiuto di un generoso mecenate, l'avvocato Ruggiero, vinse una borsa di studio per studiare a Roma. Nel 1847-48 dipinse Il corsaio e Una sfida di Trovatori, il premiato Bacio del Corsaro, e Goffredo a cui appare l'angelo. Nel 1847 a Roma dipinse una Madonna che culla il bambino, aiutata da San Giovanni. Morelli era appena tornato a Napoli quando scoppiarono le insurrezioni del 1848 nella città. Si unì ai manifestanti alle barricate di via Toledo, fu ferito, rischiò di morire e fu brevemente imprigionato. In una retrospettiva pubblicata dopo la sua morte, Isabella Anderton definì Domenico uno degli artisti guerrieri d’Italia, un gruppo che includeva anche Filippo Palizzi, Telemaco Signorini, Stefano Ussi e Francesco Saverio Altamura. Liberato, Morelli tornò a Roma. Dipinse Van der Welt in mezzo ai corsari sopra una via romita (1851) e Cesare Borgia in mezzo ad una folla di fanciulle. Nel 1855, all'Esposizione fiorentina, espose il suo famoso quadro Gli Iconoclasti. Ha partecipato all'Esposizione Universale di Parigi nel 1855. In seguito, a Firenze, è stato un partecipante attivo alle discussioni dei Macchiaioli sul realismo. Morelli ha affermato che furono queste discussioni a rendere il suo lavoro meno accademico e ad aiutarlo a sviluppare uno stile più libero e a sperimentare con il colore. In questo periodo, viene inserito nella scuola del realismo. Nel 1857, vinse un concorso per progettare la decorazione della chiesa di San Francesco di Gaeta, un progetto mai completato. Durante un viaggio a Milano dipinse il Conte di Ijara, Bagno pompeiano e una Madonna Addolorata. Nel 1857 era tornato a Napoli, dove dipinse un Torquato Tasso. Per il soffitto della cappella reale di Napoli, dipinse un'Assunzione della Vergine. Fu membro di una società indipendente, guidata dal suo amico Filippo Palizzi, chiamata Societa Promotrice e fondata nel 1862 per promuovere le belle arti. Fu nominato consulente per i nuovi acquisti del museo d'arte di Capodimonte a Napoli e, pertanto, ebbe un impatto significativo sulla direzione successiva delle collezioni. Nel 1868, Morelli divenne professore di pittura nella sua vecchia Accademia, che divenne allora l'Istituto Reale di Belle Arti di Napoli. Da quel periodo in poi, il suo interesse si rivolse a temi religiosi e mistici, tratti principalmente dalla tradizione cristiana, ma anche da quelle ebraica e musulmana. Forse l'opera più nota di questo periodo è l'Assunzione sul soffitto del Palazzo Reale di Napoli. Morelli fu anche uno dei collaboratori per le illustrazioni della Bibbia di Amsterdam nel 1895. Dal 1899 fino alla sua morte, fu presidente dell'Accademia Reale di Belle Arti di Napoli. Morelli ottenne molti premi e riconoscimenti nella tarda età. Fu nominato professore onorario delle principali accademie d'Italia e d'Europa, commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e dell'Ordine della Corona d'Italia, e cavaliere dell'Ordine civile di Savoia. Nel giugno 1886, fu nominato senatore dal Re. Morì il 13 agosto 1901 a Napoli. Tra i suoi molti allievi vi erano Giuseppe Costa, Francesco Paolo Michetti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe Boschetto, Camillo Miola, Edoardo Tofano, Antonio Mancini ed Enrico Salfi. Morelli progettò gli affreschi dipinti per la tomba di Giacomo Leopardi, situata nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, ma furono completati postumi dal suo genero, Paolo Vetri.
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Master student
- Antonio Mancini Student
- Francesco Paolo Michetti Student
- Natale Attanasio Student
- Pietro Gabrini Student
- Salvatore Postiglione Student
- Vittorio Matteo Corcos Student