Étienne Dinet

1861-1929 French

Étienne Dinet

Pittore orientalista francese del Nord Africa

Nasreddine Dinet (nato come Alphonse-Étienne Dinet) era un pittore orientalista francese e uno dei fondatori della Société des Peintres Orientalistes [Società dei Pittori Orientalisti Francesi]. Rimase talmente affascinato dall’Africa settentrionale e dalla sua cultura da convertirsi all’islam ed era esperto di lingua araba. Oltre ai suoi dipinti, tradusse opere di letteratura araba in francese. Nato a Parigi, Alphonse-Étienne Dinet era figlio di un eminente giudice francese, Philippe Léon Dinet, e di Marie Odile Boucher. Nel 1865 nacque sua sorella Jeanne, che sarebbe diventata la sua biografa. Dal 1871 studiò al Liceo Henri IV, dove tra gli studenti figurava anche il futuro presidente Alexandre Millerand. Dopo essersi diplomato nel 1881, si iscrisse all'École nationale supérieure des Beaux-Arts ed entrò nello studio di Victor Galland. L'anno seguente studiò con William Bouguereau e Tony Robert-Fleury all'Académie Julian. Espose inoltre per la prima volta al Salon des artistes français. Dinet fece il suo primo viaggio a Bou Saâda, nella catena montuosa degli Ouled Naïl nell'Algeria meridionale, nel 1884, accompagnato da un gruppo di entomologi. L'anno seguente intraprese un secondo viaggio grazie a una borsa di studio governativa, questa volta a Laghouat. In quel periodo dipinse i suoi primi due quadri algerini: Les Terrasses de Laghouat e L’Oued M’Sila après l’orage. Vinse la medaglia d'argento per la pittura all'Esposizione Universale del 1889 e nello stesso anno fondò la Société Nationale des Beaux-Arts insieme a Meissonier, Puvis de Chavannes, Rodin, Carolus-Duran e Charles Cottet. Nel 1887 aveva inoltre fondato, con Léonce Bénédite, direttore del Musée du Luxembourg, la Société des Peintres Orientalistes Français. Nel 1903 acquistò una casa a Bou Saâda e vi trascorreva i tre quarti di ogni anno. Dinet rimase talmente affascinato dal Nord Africa e dalla sua cultura da convertirsi infine all’islam. Annunciò la propria conversione all’islam in una lettera privata del 1908 e completò la conversione formale nel 1913, dopodiché cambiò il proprio nome in Nasr’Eddine Dinet. Nel 1929, insieme alla moglie, compì il pellegrinaggio (Hajj) alla Mecca. Nel luglio 1896 fu nominato Cavaliere della Legion d’Onore e partecipò all’esposizione internazionale del Centenario della Litografia (Parigi). Il rispetto che aveva guadagnato presso la popolazione locale dell’Algeria fu dimostrato dalle 5.000 persone che parteciparono al suo funerale il 12 gennaio 1930 a Bou Saâda. In quell’occasione fu commemorato dall’ex governatore generale dell’Algeria Maurice Viollette. Rispetto ai pittori modernisti come Henri Matisse, che visitò anch’egli il Nordafrica nel primo decennio del XX secolo, i dipinti di Dinet sono estremamente conservatori. Sono fortemente mimetici, anzi etnografici, nel loro approccio al soggetto. La conoscenza della cultura e della lingua araba da parte di Dinet lo distingueva dagli altri artisti orientalisti, poiché, essendo un visitatore che parlava arabo, riusciva a trovare modelli nudi nelle zone rurali dell'Algeria, dove la «regola del velo» era meno rigorosamente osservata. Prima del 1900, gran parte delle sue opere poteva essere definita «scene di genere aneddotiche». Man mano che il suo interesse per l'islam cresceva, cominciò a dipingere soggetti religiosi più spesso. Fu attivo nella traduzione della letteratura araba in francese, pubblicando nel 1898 una traduzione di un poema epico arabo di Antarah ibn Shaddad.

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