Giorgio Vasari

1511-1574 Italian

Giorgio Vasari

Fondò la storia dell'arte

Giorgio Vasari fu un pittore, architetto, ingegnere, scrittore e storico italiano, noto soprattutto per le sue Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti, considerate il fondamento ideologico della storiografia artistica. Basandosi sul testo di Vasari riguardante la nuova maniera di dipingere di Giotto, Jules Michelet propose per la prima volta il termine Rinascimento nella sua Histoire de France (1835), un termine adottato dalla storiografia e tuttora in uso. Vasari nacque prematuro il 30 luglio 1511 ad Arezzo, in Toscana. Raccomandato in giovane età dal cugino Luca Signorelli, divenne allievo di Guglielmo da Marsiglia, abile pittore di vetrate. Inviato a Firenze all'età di sedici anni dal cardinale Silvio Passerini, entrò nella cerchia di Andrea del Sarto e dei suoi allievi Rosso Fiorentino e Jacopo Pontormo, dove la sua formazione umanistica fu incoraggiata. Strinse amicizia con Michelangelo, il cui stile pittorico avrebbe influenzato il suo. Morì il 27 giugno 1574 a Firenze, nel Granducato di Toscana, all'età di 62 anni. Nel 1529 visitò Roma, dove studiò le opere di Raffaello e di altri artisti dell'Alto Rinascimento romano. I dipinti manieristi dello stesso Vasari furono più ammirati durante la sua vita che in seguito. Nel 1547 completò il salone della cancelleria nel Palazzo della Cancelleria a Roma con affreschi che diedero alla sala il nome di Sala dei Cento Giorni. Fu costantemente impiegato da membri della famiglia Medici a Firenze e a Roma, e lavorò a Napoli (ad esempio nella Sagrestia Vasari), ad Arezzo e in altri luoghi. Molti dei suoi dipinti esistono ancora, i più importanti essendo le pitture murali e del soffitto nella Sala di Cosimo I a Palazzo Vecchio a Firenze, dove lui e i suoi assistenti lavorarono dal 1555, e gli affreschi da lui iniziati all'interno della vasta cupola del Duomo, completati da Federico Zuccari con l'aiuto di Giovanni Balducci. Contribuì inoltre a organizzare la decorazione dello Studiolo, oggi ricomposto a Palazzo Vecchio. A Roma dipinse affreschi nella Sala Regia. Oltre alla sua carriera di pittore, Vasari ebbe successo anche come architetto. La sua loggia di Palazzo degli Uffizi sull'Arno apre la visuale in fondo al suo lungo e stretto cortile. Si tratta di un esempio unico di urbanistica che funge da piazza pubblica e che, se considerato come una breve via, è eccezionale come strada rinascimentale dal trattamento architettonico unitario. La vista della Loggia dall'Arno rivela che, insieme al Corridoio Vasariano, essa è una delle pochissime strutture lungo il fiume che si aprono verso l'acqua stessa e sembrano abbracciare l'ambiente fluviale. A Firenze, Vasari costruì anche il lungo passaggio, oggi chiamato Corridoio Vasariano, che collega gli Uffizi a Palazzo Pitti sull'altra sponda del fiume. Il corridoio chiuso costeggia il fiume Arno su un loggiato, attraversa il Ponte Vecchio e si snoda intorno all'esterno di diversi edifici. Un tempo ospitava il Mercado de Vecchio. Ristrutturò anche le chiese medievali di Santa Maria Novella e Santa Croce. In entrambe rimosse la tramezza e il pulpito originali, rimodellando i retrocori secondo il gusto manierista del suo tempo. A Santa Croce fu responsabile della realizzazione del dipinto L'Adorazione dei Magi, commissionato da Papa Pio V nel 1566 e completato nel febbraio 1567. L'opera è stata recentemente restaurata, prima di essere esposta nel 2011 a Roma e a Napoli. È infine previsto il suo ritorno nella chiesa di Santa Croce a Bosco Marengo (Provincia di Alessandria, Piemonte). Nel 1562 il Vasari costruì la cupola ottagonale della Basilica della Madonna dell'Umiltà a Pistoia, un importante esempio di architettura dell'Alto Rinascimento. A Roma, Vasari lavorò con Giacomo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati alla Villa Giulia di Papa Giulio III. Spesso definito «il primo storico dell'arte», Vasari inventò il genere dell'enciclopedia di biografie artistiche con Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architettori, opera dedicata al Granduca Cosimo I de' Medici e pubblicata per la prima volta nel 1550. Fu il primo a utilizzare il termine «Rinascimento» (rinascita) in un testo a stampa — sebbene la consapevolezza di una «rinascita» in atto nelle arti fosse già diffusa fin dai tempi dell'Alberti — e fu responsabile dell'uso moderno del termine arte gotica, anche se egli impiegò soltanto la parola Gotico, associandola allo stile tedesco «barbarico». Le Vite includevano inoltre un innovativo trattato sui metodi tecnici impiegati nelle arti. Il libro fu parzialmente riscritto e ampliato nel 1568, con l'aggiunta di ritratti xilografici degli artisti (alcuni dei quali ipotetici). L'opera presenta un pregiudizio costante e noto a favore dei fiorentini, tendendo ad attribuire loro tutti gli sviluppi dell'arte rinascimentale – ad esempio, l'invenzione dell'incisione. L'arte veneziana in particolare (insieme alle arti di altre parti d'Europa) viene sistematicamente ignorata nella prima edizione. Tra la prima e la seconda edizione, Vasari visitò Venezia e, sebbene la seconda edizione abbia dedicato maggiore attenzione all'arte veneziana (includendo infine Tiziano), non è riuscita a raggiungere un punto di vista neutrale. Vi sono anche molte inesattezze nelle sue Vite. Ad esempio, Vasari scrive che Andrea del Castagno uccise Domenico Veneziano, il che non è vero, dato che Andrea morì diversi anni prima di Domenico. In un altro esempio, la biografia di Giovanni Antonio Bazzi, da lui chiamato "Il Soddoma", pubblicata solo nella seconda edizione delle Vite (1568) dopo la morte di Bazzi, condanna l'artista come immorale, bestiale e vanitoso. Vasari liquida anche l'opera di Bazzi come pigra e offensiva, nonostante l'artista fosse stato nominato Cavaliere di Cristo da Papa Leone X e avesse ricevuto importanti commissioni per Villa Farnese e altri luoghi. Vasari godette di grande fama in vita e accumulò una considerevole fortuna. Nel 1547 si fece costruire una bella casa ad Arezzo (oggi museo a lui dedicato), decorandone le pareti e le volte con dipinti. Fu eletto nel consiglio municipale della sua città natale e infine ascese alla carica suprema di gonfaloniere. Fu nominato Cavaliere dello Speron d'Oro dal Papa. Sposò Niccolosa Bacci, membro di una delle famiglie più ricche e illustri di Arezzo. Nel 1563 contribuì alla fondazione dell'Accademia e Compagnia delle Arti del Disegno di Firenze, con il Granduca e Michelangelo come capi dell'istituzione e 36 artisti scelti come membri.

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