Giovanni Bellini
Rivoluzionò la pittura veneziana cromatica
Giovanni Bellini fu un pittore italiano del Rinascimento, probabilmente il più noto della famiglia di pittori veneziani dei Bellini. Suo padre era Jacopo Bellini, suo fratello Gentile Bellini (che era più stimato di Giovanni durante la sua vita, sebbene oggi sia vero il contrario), e suo cognato era Andrea Mantegna. È considerato colui che rivoluzionò la pittura veneziana, orientandola verso uno stile più sensuale e coloristico. Attraverso l’uso di colori ad olio chiari e ad asciugatura lenta, Giovanni creò tonalità profonde e ricche e ombreggiature dettagliate. La sua sontuosa colorazione e i suoi paesaggi fluidi e atmosferici ebbero un grande effetto sulla scuola di pittura veneziana, in particolare sui suoi allievi Giorgione e Tiziano. Giovanni Bellini nacque a Venezia. Il pittore Jacopo Bellini è stato a lungo considerato il padre di Giovanni, ma lo storico dell’arte Daniel Wallace Maze ha avanzato la teoria che Jacopo fosse in realtà suo fratello maggiore. Giovanni fu cresciuto nella casa di Jacopo e visse e lavorò sempre nella più stretta relazione fraterna con il fratello Gentile. Fino all’età di quasi trent’anni, si trova nella sua opera una profondità di sentimento religioso e pathos umano che gli è propria. I suoi dipinti del periodo iniziale sono tutti eseguiti con l’antica tecnica della tempera: la scena è addolcita da un effetto nuovo e bellissimo di colori romantici dell’alba (come, ad esempio, nel San Girolamo nel deserto). In modo mutato e più personale, dipinse immagini del Cristo morto (in questi giorni uno dei temi più frequenti del maestro, ad esempio il Cristo morto sorretto dalla Madonna e san Giovanni, o la Pietà). Con meno asprezza di contorno, un trattamento più ampio delle forme e delle drappeggiature e minore forza del sentimento religioso. Le prime opere di Giovanni sono state spesso collegate, sia dal punto di vista compositivo che stilistico, a quelle del cognato Andrea Mantegna. Nel 1470 Giovanni ricevette il suo primo incarico per lavorare insieme al fratello e ad altri artisti nella Scuola di San Marco, dove, tra gli altri soggetti, gli fu commissionato di dipingere un Diluvio con l’Arca di Noè. Nessuna delle opere del maestro di questo genere, siano state dipinte per le varie scuole o confraternite o per il palazzo ducale, è sopravvissuta. Dopo il 1479–1480, gran parte del tempo e delle energie di Giovanni dovette essere assorbita anche dai suoi incarichi di conservatore dei dipinti nella grande sala del Palazzo Ducale. L’importanza di questa commissione può essere misurata dal compenso ricevuto da Giovanni: gli fu assegnata innanzitutto la reversione di un posto di sensale nel Fondaco dei Tedeschi, e in seguito, in sostituzione, una pensione annua fissa di ottanta ducati. Oltre a riparare e rinnovare le opere dei suoi predecessori, gli fu commissionata l’esecuzione di un certo numero di nuovi soggetti, sei o sette in tutto, per illustrare ulteriormente il ruolo svolto da Venezia nelle guerre di Federico Barbarossa e del papa. Queste opere, realizzate con molte interruzioni e ritardi, furono oggetto di universale ammirazione finché esistettero, ma nessuna traccia ne è sopravvissuta all’incendio del 1577; né ci sono pervenuti altri esempi delle sue composizioni storiche e processionali, che ci consentano di confrontare la sua maniera in tali soggetti con quella di suo fratello Gentile. Albrecht Dürer, in visita a Venezia per la seconda volta nel 1506, descrive Giovanni Bellini come ancora il miglior pittore della città, e come colmo di ogni cortesia e generosità verso i suoi confratelli stranieri del pennello. Nel 1507 morì Gentile, fratello di Bellini, e Giovanni completò il dipinto della Predica di san Marco, che aveva lasciato incompiuto; l’adempimento di questo compito era la condizione posta al lascito, da parte del fratello maggiore a quello minore, del taccuino di schizzi del loro padre. Nel 1513, la posizione di Giovanni come unico maestro (dalla morte di suo fratello e di Alvise Vivarini) incaricato dei dipinti nella Sala del Maggior Consiglio fu minacciata da uno dei suoi ex allievi. Il giovane Tiziano desiderava una parte dello stesso incarico, da retribuire alle stesse condizioni. La domanda di Tiziano fu inizialmente accolta, poi revocata dopo un anno, e quindi nuovamente concessa dopo un altro anno o due; il vecchio maestro dovette senza dubbio subire qualche fastidio a causa delle azioni del suo ex allievo. Nel 1514, Giovanni si impegnò a dipingere Il banchetto degli dei per il duca Alfonso I di Ferrara, ma morì nel 1516. Fu sepolto nella Basilica di San Giovanni e Paolo, luogo tradizionale di sepoltura dei dogi.
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Master student
- Andrea Previtali Student
- Sebastiano del Piombo Student
Influenced
Parent child
- Jacopo Bellini Parent
Siblings
- Gentile Bellini Younger
Spouse
Artworks by this artist
- Madonna and Child c. 1480-1485
- Christ Blessing circa 1500
- Fortitude 1470
- Portrait of a Young Man c. 1490
- An Episode from the Life of Publius Cornelius Scipio after 1506
- Imago Pietatis 1460 - 1469
- Christ crowned with Thorns
- Portrait of a Woman 1450 - 1470
- Madonna and Child 1510-1515
- Saint Francis in the Desert
- Portrait of a Young Man (c. 1490) 2
- The Infant Bacchus Probably 1505-1510
- Madonna and Child in a Landscape c. 1480-1485
- Portrait of a Venetian Gentleman c. 1500
- The Feast of the Gods 1514-1529
- Madonna and Child with Saints
- Saint Jerome Reading 1505
- Madonna and Child 1509
- Madonna and Child late 1480s
- Standing man wearing a turban 1485