Giovanni David

1749-1790 Italian

Pittore genovese panoramico e satirico

Giovanni David fu sostenuto per tutta la sua carriera dal diplomatico genovese Giacomo Durazzo, in cambio delle sue opere. I vasti interessi del suo mecenate permisero a David di viaggiare ampiamente, in Inghilterra, Olanda e Francia, e di lavorare in una grande varietà di media: non solo disegni, ma anche stampe, scenografie, sculture in cera e dipinti a olio e affresco. Durazzo si assicurò anche che David studiasse nei primi anni del 1770 sotto Domenico Corvi a Roma, dove poi ricevette un premio di pittura all'Accademia di San Luca nel 1775. Quell'anno si trasferì a Venezia. Lì, oltre a dipingere e incidere, progettò scenografie per il Teatro La Fenice e rispose alla pittura veneziana contemporanea. Realizzò anche una serie di acquaforti satiriche con acquatinta di 12 personaggi veneziani. Tornò a Genova nel 1780, poi viaggiò in Francia, Inghilterra e nei Paesi Bassi. L'attività principale di David negli anni 1780 si svolse tuttavia a Genova, dove dipinse vaste tele panoramiche, come la Battaglia della Meloria per la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (c. 1783). Quest'opera contrasta nettamente con la tradizione accademica stabilita da Raffaello Mengs, allora dominante in Liguria. L'influenza di Tiepolo è visibile nella Vergine adorata dalle suore Brignoline di David, dipinta per la chiesa di Nostra Signora del Rifugio a Genova, mentre la Presentazione della Vergine (c. 1785; Genova, S. Maria delle Vigne) imposta una composizione che ricorda Giambattista Crosato su uno sfondo architettonico ispirato a Veronese. David passò facilmente da questo tipo di decorazione allo stile proto-romantico, tra Giuseppe Bernardino Bison e Felice Giani, negli acquerelli raffiguranti le Leggende di Ercole (ex-Palazzo Podestà Bruzzo, Genova), in cui rivitalizzò una tradizione seicentesca di pittura animale alla maniera di Giovanni Benedetto Castiglione, unita a uno stile decorativo genovese che ricorda Gregorio de' Ferrari. L'ultimo periodo dell'artista, dedicato alla decorazione (per lo più distrutta) della chiesa di Sant'Agnese a Genova, fu caratterizzato da uno stile più drammatico e visionario, evidente anche nei disegni e nelle incisioni di quegli anni.

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