Giovanni Francesco Caroto
Pittore veronese, maestro del Veronese
Giovanni Francesco Caroto fu un pittore italiano del Rinascimento, attivo principalmente nella sua città natale di Verona. Inizialmente fu apprendista presso Liberale da Verona (1445–1526/1529), un pittore conservatore permeato dello stile del Mantegna, ma dopo un soggiorno a Milano, Caroto iniziò a recepire altre influenze da Francesco Bonsignori, Leonardo da Vinci, Raffaello e Giulio Romano; non perse tuttavia mai una certa individualità e il suo ricco colore veronese. Formò l'eminente pittore manierista Paolo Veronese, attivo principalmente a Venezia, nonché Antonio Badile. Esempi della sua arte si trovano nel Castello di Milano, nella Chiesa della Carità di Mantova, agli Uffizi e a Palazzo Pitti a Firenze, e nei musei di Dresda, Budapest, ecc. Le sue opere sono talvolta confuse con quelle del fratello Giovanni, anch'egli pittore. Entrambi furono sepolti a Santa Maria in Organo a Verona. Il Ritratto di bambino con disegno di Caroto, databile al 1520 circa, spinse Harry Angelman a definire inizialmente la sindrome di Angelman come «sindrome del burattino».
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