Giovanni Paolo Lomazzo
Teorico e pittore manierista
Gian Paolo Lomazzo fu un pittore italiano, ricordato soprattutto per i suoi scritti di teoria dell'arte, appartenente alla seconda generazione che diede vita al manierismo nell'arte e nell'architettura italiana. Gian Paolo Lomazzo nacque a Milano da una famiglia originaria della cittadina di Lomazzo. La sua prima formazione artistica si svolse a Milano presso Giovan Battista della Cerva. Nel 1567 realizzò una grande Allegoria del banchetto quaresimale per la chiesa di Sant'Agostino a Piacenza. Tra le sue altre opere figurano un'elaborata cupola con la Gloria degli Angeli per la Cappella Foppa nella chiesa di San Marco a Milano e la Caduta di Simon Mago sulla parete della stessa cappella. Fu ammirato come artista e nel 1562 Annibale Fontana lo raffigurò su un medaglione che lo ritraeva mentre veniva presentato da Mercurio alla Fortuna (successo commerciale). Lomazzo divenne cieco nel 1571 e si dedicò alla scrittura, producendo due complessi trattati che rappresentano pietre miliari nello sviluppo della critica d'arte. La sua prima opera, Trattato dell'arte della pittura, scoltura et architettura (1584), è in parte una guida ai concetti contemporanei di decoro, ereditati in parte dall'Antichità dal Rinascimento, che regolavano la concordanza tra le funzioni degli interni e i tipi di decorazioni pittoriche e scultoree appropriate. Lomazzo offrì una codificazione sistematica dell'estetica tipica degli approcci sempre più formalizzati e accademici prevalenti nella tarda metà del Cinquecento ed è stato descritto come una figura centrale nello sviluppo delle teorie manieriste italiane. L’Idea del tempio della pittura (1590) di Lomazzo, meno pratica e più metafisica, offre una descrizione ispirata alla teoria dei «quattro temperamenti» della natura umana e della personalità, contenendo spiegazioni sul ruolo dell’individualità nel giudizio e nell’invenzione artistica. La critica di Lomazzo prendeva in considerazione tre aspetti della critica d'arte: doctrina, la registrazione delle scoperte — come la prospettiva — che gli artisti avevano compiuto nel corso della storia; prattica, le preferenze personali e la maniera dell'artista; e iconografia, l'elemento letterario nelle arti. Il contributo di Lomazzo alla critica d'arte consistette nella sua estrazione sistematica di concetti astratti dall'arte, non limitandosi a una semplice narrazione delle meraviglie della verosimiglianza e della tecnica, né degli aneddoti sulla ricezione delle opere tra i contemporanei, del tipo riportato da Giorgio Vasari nella generazione precedente. Giovanni Ambrogio Figino, Cristoforo Ciocca e Girolamo Ciocca furono suoi allievi.
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