Giulio Campi
Fusione di stili lombardo e romano
Giulio Campi fu un pittore e architetto italiano. Anche i suoi fratelli Vincenzo Campi e Antonio Campi furono pittori rinomati. Il maggiore di una famiglia di illustri pittori, Campi nacque a Cremona. Suo padre Galeazzo (1475–1536) gli impartì le prime lezioni d'arte. Nel 1522, a Mantova, studiò pittura, architettura e modellazione sotto Giulio Romano. Visitò Roma, divenne un appassionato studioso dell'antico e, come Bernardino — suo lontano parente —, fuse le tradizioni lombarda e romana. Collaborò ad alcune opere con Camillo Boccaccino, figlio di Boccaccio Boccaccino, dal quale il Campi potrebbe aver ricevuto anche la propria formazione. Campi è definito il "Ludovico Carracci di Cremona" per la sua influenza, poiché fu tanto determinante nel Rinascimento cremonese quanto quest'ultimo lo fu nella scuola barocca bolognese. A soli ventisette anni Giulio realizzò per la chiesa di Sant'Abbondio il suo capolavoro, una Vergine col Bambino e i santi Celso e Nazaro, una decorazione magistrale per la libertà del disegno e lo splendore del colore. I suoi numerosi dipinti sono concepiti con grandiosità e reverenza, disegnati con scioltezza, vigorosamente colorati, elevati nello stile e ampiamente trattati. Tutta la sua opera è animata da una profonda pietà. Molte delle sue opere ad affresco si trovano nelle chiese di Cremona, Mantova, Milano e nella chiesa di Santa Margherita, nella sua città natale. Tra le sue opere principali figurano Il gioco degli scacchi, la Deposizione dalla croce in San Sigismondo a Cremona e gli affreschi della cupola di San Girolamo a Mantova. Fu coinvolto nella ricostruzione e nella decorazione della chiesa di Santa Rita a Cremona. Una pala d'altare in San Sigismondo e le sue Fatiche di Ercole furono incise dal celebre Ghiso, il Mantovano. Morì a Cremona nel 1572.
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