Giuseppe Barison
Pittore veneziano, pennellata fluida
Giuseppe Barison è stato un pittore e incisore italiano, attivo a Venezia. Nacque a Trieste in una famiglia di modeste condizioni. Suo padre era un sarto. Barison trovò un mecenate nell'aristocratica Anna De Rin, che lo mise come apprendista presso il pittore Carl Haase (1820-1876) a Trieste, e poi lo iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 1872, Barison iniziò a prendere lezioni dai pittori nazareni Karl von Blaas e Eduard von Engerth, e seguì anche corsi di storia dell'arte con August Eisenmenger. Tornato a Trieste nel 1876, l'anno successivo partecipò all'Esposizione di Belle Arti con una tela raffigurante Isabella Orsini e il suo paggio, che gli valse una borsa di studio biennale da parte della città per studiare a Roma. Dopo Roma, trascorse alcuni anni a Venezia, dove fu influenzato da Giacomo Favretto, ed espose con la Società Veneta Promotrice di Belle Arti dal 1880 in poi. Nel 1886, il suo dipinto Pescheria a Rialto vinse il premio del principe Umberto, ma a causa della sua nazionalità non italiana, il premio fu revocato. Sua moglie Giulia, originaria di Trieste e non felice del suo stabilirsi a Venezia, convinse con successo il marito a trasferirsi a Trieste, dove ormai vivevano con i loro tre figli (Arnaldo, Cesare ed Ester). Lì fu accolto freddamente, in parte a causa della sua personalità, in parte a causa del suo stile pittorico veneziano. All'esposizione nazionale del 1887, Barison fu influenzato da due dipinti: «La Rissa» del napoletano Michele Cammarano e «Quasi oliva speciosa» del genovese Nicolò Barabino. Barison avrebbe fatto eco a queste opere nei suoi dipinti «Dopo una rissa», realizzato alcuni mesi dopo, e «Quasi oliva speciosa in campis» del 1899. Quest'ultimo presenta una pennellata fluida e sciolta, caratteristica dei suoi ultimi anni (come dimostra anche il suo autoritratto). A Trieste, ottenne nel 1912 commissioni per i pannelli della Cassa di Risparmio di Trieste, raffiguranti «I Costruttori» (che include un autoritratto con veste rossa fluente) e «I Mercanti». I soggetti dei suoi dipinti all'inizio del secolo includono cavalli resi con estrema cura e precisione nel dipinto Old Song (Comune di Trieste). La Prima Guerra Mondiale esiliò Barison nella casa di suo genero, l'artista Roberto Amadi, a Pegli, in Liguria, dove soggiornò dal 1915 al 1918, continuando a dipingere paesaggi terrestri e marini. Dopo la guerra, tornò a Trieste e, insieme ai contemporanei Guido Grimani (1871-1933) e Ugo Flumiani (1876-1938), continuò a dipingere tali temi. Spesso dipingeva all'aperto. Negli ultimi anni della sua vita, Barison accolse nuove influenze, tra cui quella di Umberto Veruda. Continuò a dipingere nei primi due decenni del Novecento, ma le sue opere evocavano ancora il secolo precedente. Morì a Trieste il 7 gennaio 1931.
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