Giuseppe Bazzani

1690-1769 Italian

Pittore rococo dall'emozione cupa

Giuseppe Bazzani fu un pittore italiano del Rococò. Nato a Mantova da un orefice, Giovanni Bazzani, fin dalla giovane età fu apprendista presso il pittore parmigiano Giovanni Canti (1653–1715). Un suo compagno di studi fu Francesco Maria Raineri. Trascorse la maggior parte della sua vita a Mantova. Dal 1752 fu docente e, dal 1767, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Mantova. Pur ritirato in una città provinciale in declino, assorbì influenze internazionali. Le sue pennellate sciolte, il suo emotivismo fervido e spesso cupo, e le sue pose tormentate, che talvolta richiamano l'espressionismo tardivo, mostrano tendenze stilistiche più tipiche della Lombardia. Si dice che numerosi artisti, tra cui Fetti, Bencovich, Rubens e Magnasco, lo abbiano influenzato, sebbene il numero e la diversità degli artisti suggeriti lascino intendere che egli avesse sviluppato una sintesi idiosincratica e unica per il suo tempo. Tra le sue prime opere ci sono dipinti dei Miracoli di Pio V, la Conversione di un eretico e la Guarigione di una pazza (tutti della metà degli anni 1720; Mantova, Museo del Palazzo Ducale di Mantova), inizialmente dipinti per la chiesa di Saint Maurice a Mantova. Dipinse rappresentazioni degli evangelisti San Giovanni, San Marco e San Luca (tutti della fine degli anni 1720) per la chiesa parrocchiale di Vasto di Goito. Dipinse il Battesimo, l'Estasi di San Luigi Gonzaga e l'Estasi dei Santi Francesco e Antonio (1732) per la chiesa parrocchiale di Borgoforte. Sette tele raffiguranti la Vita di Alessandro Magno furono dipinte per Giacomo Biondi, uno dei primi mecenati dell'artista. La sua pala d'altare della Visione di San Romualdo, inizialmente dipinta per la chiesa di San Marco, ma ora nel Museo Diocesano di Mantova, mostra il santo, con un libro in mano, che ha un sogno in cui vede i suoi confratelli benedettini salire al cielo in una sfilata umana goffa, commovente, invece di una mistica scala di Giacobbe. Il dipinto fonde una miscela di visione mistica e osservazione empirica stilizzata. Lo storico dell'arte del XIX secolo, Carlo D'Arco, non era convinto da questo nuovo stile audace, e disse dell'opera di Bazzani che (lui) voleva sempre usare una grande forza di genio ...e la maggior parte delle sue opere appaiono come schizzi imperfetti e concezioni immature che annegano e si convulsionano in stili manierati. Il pittore Domenico Conti Bazzani (1740-1815) fu suo allievo e figlio adottivo, e divenne un eminente pittore neoclassico a Roma.

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