Giuseppe Maria Mitelli

1634-1718 Italian

Prolifico incisore barocco di satire

Giuseppe Maria Mitelli fu un incisore e pittore italiano del periodo barocco. Era figlio del celebre pittore di quadratura Agostino Mitelli. Il giovane Mitelli era soprattutto noto per le sue prolifiche incisioni, che spaziavano su una grande varietà di soggetti, dalle scene di grandi epopee alle tavole da gioco profane per giochi d'azzardo con dadi, carte dei tarocchi e un Iconoforo con alfabeti antropomorfizzati. Incise anche soggetti di genere, allegorie e scene moralistiche, ma anche alcune bizzarre caricature che potevano essere interpretate come talvolta provocatoriamente sovversive, o premonitricemente rivoluzionarie, e talvolta immaginativamente strane. Spesso raffigurava nani impegnati in buffonate o rappresentazioni satiriche di aforismi, il che ricorda le Bambocciate di nani o l'arte pigmea del pittore di genere Faustino Bocchi (1659–1742). Giuseppe studiò o lavorò sotto Francesco Albani, Flaminio Torri, Guercino e Simone Cantarini; ebbe una lunga carriera di oltre 60 anni a Bologna. Mitelli era un personaggio stravagante che era anche pittore e scultore. Amava una vasta gamma di attività fisiche, tra cui scherma, caccia, pesca, tennis, ginnastica e recitazione. Giuseppe Maria produsse una serie di incisioni raffiguranti le Arti di Strada, pubblicate nel 1660. Questa era la parte II di un libro di incisioni, in cui la parte I, Diverse Figure, era stata incisa da Simon Guillain II e pubblicata a Bologna da Giovanni Atanasio Mosini. L'ispirazione per queste opere proveniva dai disegni di Annibale Carracci o dalle successive incisioni di Simon Guillain II. La seconda parte, intitolata Le arti della strada (Di Bologna. L'Arti per Via), celebra i commercianti e gli operai che esercitavano le loro professioni nelle strade di Bologna.

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