Jules Coignet

1798-1860 French

Jules Coignet

Pioniere del paesaggio en plein air

Jules Louis Philippe Coignet nacque a Parigi nel 1798 e vi morì nel 1860. Fu un noto pittore paesaggista che aveva studiato sotto Jean-Victor Bertin. Viaggiò molto nel proprio paese e in altre parti d'Europa e in Oriente, producendo un numero considerevole di vedute. Espositore regolare alle mostre del Salon di Parigi, vi fu premiato con una medaglia d'oro nel 1824 e ricevette il riconoscimento statale venendo nominato Cavaliere della Legion d'Onore nel 1836. Come pittore, Coignet occupa una posizione intermedia tra gli Idealisti e i Realisti, e la sua opera è notevole per la combinazione di vigore e delicatezza negli effetti di luce e ombra, per il sentimento poetico, per un tocco fermo e, occasionalmente, per la grandezza della concezione. Ciò è particolarmente evidente ne «Le rovine del tempio di Paestum», ora nella Neue Pinakothek di Monaco. Ci sono anche momenti in cui i suoi dipinti hanno un effetto atmosferico, quasi impressionista. Un esempio è il tramonto costiero al Louvre; un altro è il pastello «Tempo grigio sul mare» (1848) nel museo di Digione. In seguito all'esposizione del 1824 a Parigi dei dipinti di John Constable, Coignet iniziò a dipingere all'aperto nella foresta di Fontainebleau e incoraggiò i suoi studenti a fare lo stesso. Una delle sue specialità era dipingere "ritratti" di alberi, di cui esistono molti esempi, sia come dipinti finiti che come schizzi a olio. Due esempi notevoli sono la quercia antica, con un dolmen e un monaco in meditazione sullo sfondo, nel museo di Quimper e la drammatica "Quercia e canne" nel Musée Jean de La Fontaine a Château-Thierry. Come pioniere della pittura all'aria aperta (la peinture en plein air), Coignet è stato annoverato tra i membri della scuola di Barbizon, gli artisti associati al villaggio di Barbizon, dove aveva dipinto molto prima che vi si stabilissero. In effetti, uno dei membri minori di questa scuola, il pittore di genere Ferdinand Chaigneau, fu allievo di Coignet. Oltre a produrre numerosi acquerelli, pastelli e acqueforti, scrisse un libro sulla pittura paesaggistica e pubblicò nel 1825 una serie di sessanta vedute italiane. Tra i suoi altri allievi vi erano Léo Drouyn, il paesaggista belga Auguste Böhm e l'orientalista Charles-Théodore Frère.

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