Nicola Vaccaro
Rinnovò arte napoletana col classicismo accademico
Nicola Vaccaro fu un pittore italiano, regista teatrale e librettista d'opera a Napoli. Era noto per i suoi dipinti religiosi e allegorici, creando opere da cavalletto nonché affreschi. Era un pittore di figure specializzato che collaborava regolarmente con pittori di nature morte specializzati su nature morte barocche decorative e dipinti di ghirlande. Vaccaro cercò di adattare le caratteristiche stilistiche della tradizione napoletana del XVII secolo alle nuove tendenze classiciste e barocche verso crescenti tendenze arcadiche. Propose una sua specifica forma di accademismo, volta a rivitalizzare la cultura figurativa a Napoli. Nacque a Napoli come figlio di Andrea Vaccaro e Anna Criscuolo e fu battezzato con il nome di Tomaso Domenico Nicola. Suo padre era un eminente pittore di storia nella Napoli del XVII secolo. Studiò inizialmente il disegno con suo padre. Secondo il biografo italiano Filippo Boni, a Vaccaro piaceva la tavolozza dei dipinti paesaggistici di Salvator Rosa e ebbe così tanto successo nell'imitare lo stile di Rosa che alcune delle sue opere furono vendute come opere di Rosa. Si recò per un periodo a Roma, dove entrò nello studio di Nicolas Poussin. Nicola Vaccaro sposò Anna Maria Manecchia, figlia del pittore Gian Giacomo Manecchia, il 10 ottobre 1657. Sua moglie era anche attiva come pittrice. Attraverso questo matrimonio, strinse forti legami con artisti rinomati dell'epoca come Andrea Malinconico, Giovanni Do e Giacinto de Popoli, per i quali appare spesso come testimone ai matrimoni o come padrino al battesimo dei loro figli. Il secondo figlio della coppia, Andrea, divenne anch'egli artista ed ereditò la preziosa collezione di disegni del padre. Nicola frequentò le lezioni di disegno dell'Accademia del Nudo, fondata a Napoli nel 1664 e della quale suo padre, Andrea, era direttore e, allo stesso tempo, tesoriere. Grazie a queste lezioni, Nicola acquisì una buona capacità espressiva nella rappresentazione dell'anatomia del corpo umano, dei gesti e della fisionomia. In seguito si innamorò di Giulietta Zuffi, una cantante teatrale con cui ebbe una relazione scandalosa. Per compiacerla, assunse la carica di direttore del Teatro di San Bartolomeo, un teatro d'opera a Napoli, attivo principalmente nel XVII e XVIII secolo. Fu amministratore, librettista e scenografo del teatro dal 1683 al 1689. La sua amante Zuffi fu la protagonista delle stagioni teatrali durante questo periodo. La sua attività nel campo del teatro non era separata dalla sua traiettoria artistica ed esistenziale, ma era inseparabile dal resto della sua produzione pittorica. Scrisse libretti per le produzioni teatrali. Progettò le scene teatrali per le quali probabilmente dipinse anche alcune delle decorazioni. Ideò un nuovo sistema per cambiare le scene. L'attività teatrale di Nicola Vaccaro coincise con la famosa stagione di Alessandro Scarlatti, un momento importante per la storia della musica a Napoli. Vaccaro assicurò la collaborazione del grande musicista per tutto il corso della sua gestione, dimostrando così una sensibilità manageriale moderna. Vaccaro produsse 18 spettacoli durante il suo mandato. Tutte le opere furono rappresentate in prima al Palazzo Reale e poi al pubblico Teatro di San Bartolomeo. Era così impegnato che la sua produzione come pittore fu significativamente ridotta. Nonostante il suo duro lavoro, il suo mandato come direttore del teatro non ebbe successo. La prima moglie di Vaccaro morì intorno al 1690 e lui si risposò. Nicola Vaccaro fu un pittore versatile, che spaziò su un'ampia gamma di soggetti, inclusi temi religiosi, storici e mitologici. Fu anche in grado di integrare nature morte e paesaggi nei suoi dipinti, collaborando con pittori specialisti come Abraham Brueghel, Francesco Della Quosta, Aniello Ascione e Andrea Belvedere. Dipinse su vari supporti, tra cui tavole di legno, rame, ottone e cristallo, e praticò anche la pittura ad affresco. Come suo padre, la sua opera è caratterizzata dal suo eclettismo. Tra gli artisti napoletani, può essere considerato un'alternativa alle tendenze rappresentate rispettivamente da Luca Giordano e Francesco Solimena. Vaccaro tentò di adattare le caratteristiche stilistiche della tradizione napoletana del XVII secolo alle nuove tendenze classiciste e barocche con la loro enfasi sui paesaggi arcadici. La sua opera può essere considerata un'espressione di un nuovo accademismo nell'arte. Insieme a Francesco Di Maria, Giacomo Farelli e Andrea Malinconico, egli considerava i punti di partenza del loro metodo di lavoro la pratica del disegno, la conoscenza dell'anatomia umana e lo studio dei grandi maestri del passato. Inoltre, si affidavano alla loro profonda conoscenza dei classici per raggiungere un'interpretazione originale dei loro soggetti. Il suo stile perse gradualmente la sua iniziale rigidità formale e compostezza accademica degli inizi, a favore di un linguaggio basato sulla grazia dei gesti, sulla serenità dell'umore e sulle proporzioni compositive studiate. La sua clientela era di due tipi: le istituzioni religiose della sua regione e clienti privati.
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Master student
- Nicolas Poussin Master
Influenced by
- Salvator Rosa Source
Parent child
- Andrea Vaccaro Parent