Pieter van Laer

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Pieter van Laer

Fondatore dello stile bambocciante a Roma

Pieter Bodding van Laer era un pittore e incisore olandese. Fu attivo a Roma per oltre un decennio ed era noto per le sue scene di genere, i dipinti di animali e i paesaggi ambientati nei dintorni di Roma. Pieter van Laer fu un membro attivo dell’associazione di artisti fiamminghi e olandesi a Roma nota come Bentvueghels. Il suo soprannome all’interno del gruppo («nome di bent») era Il Bamboccio. Lo stile di pittura di genere da lui introdotto fu seguito da altri pittori nordici e italiani. Questi seguaci divennero noti come Bamboccianti e un dipinto in questo stile come Bambocciata (plurale: Bambocciate). Pieter van Laer nacque a Haarlem come secondo figlio di Jacob Claesz. Boddingh di Haarlem e Magdalena Heyns di Anversa. Adottò il cognome van Laer soltanto in seguito nella vita. Questo cognome fu probabilmente preso dal padrino di suo fratello. Proveniva da una famiglia benestante e i suoi genitori gestivano una scuola privata a Haarlem fondata dal padre di Magdalena, il noto scrittore e editore Peeter Heyns, dal quale Pieter van Laer prese il nome. Suo fratello maggiore era Roedolff van Laer, che divenne anch'egli pittore e fu conosciuto come Roeland van Laer e Orlando van Laer. Il suo fratello minore Nicolaes Bodding divenne noto in seguito nella vita come Nicolaes Boddingius ed era un eminente maestro di scuola e ministro. Aveva anche due sorelle di nome Barbara e Anthoynetta. Pieter van Laer fu probabilmente allievo di Esaias van de Velde ad Haarlem. Le sue opere giovanili mostrano l'influenza di questo pittore, come dimostra un disegno firmato Pieter Bodink (già nella collezione di A. Welcker), affine allo stile di van de Velde. Si recò a Roma nel 1625 passando per la Francia, probabilmente in compagnia del fratello Roeland. Nel 1626 anche il loro padre è documentato a Roma come testimone di un testamento. Lì divenne membro dei Bentvueghels, un'associazione composta prevalentemente da artisti fiamminghi e olandesi a Roma, nota per i suoi rituali di iniziazione che prevedevano abbondanti libagioni. Il soprannome di Pieter van Laer in Italia era Il Bamboccio, che significa «bambolotto brutto» o «burattino». Questo era un'allusione all'aspetto goffo di van Laer, di cui si dice avesse gambe insolitamente lunghe, torace corto e quasi nessun collo. Pieter van Laer era noto anche per i suoi baffi appuntiti. Van Laer condivideva una casa in Via Margutta con Giovanni di Filippo del Campo, di cui secondo alcuni storici dell'arte sarebbe stato allievo. Tuttavia, tale apprendistato è improbabile poiché i due artisti avevano pressappoco la stessa età. Fu anche un caro amico di Joachim von Sandrart a Roma. Attraverso le opere create a Roma, Pieter van Laer avviò un nuovo stile di pittura di genere. I dipinti in questo nuovo stile furono chiamati Bambocciate dal suo soprannome. Divenne fonte di ispirazione e punto focale intorno al quale si riunirono artisti affini durante il suo soggiorno in Italia. I primi Bamboccianti includevano Jan Miel, Andries e Jan Both, Karel Dujardin, Johannes Lingelbach e l'italiano Michelangelo Cerquozzi. Anche il francese Sébastien Bourdon fu associato a questo gruppo all'inizio della sua carriera. Altri Bamboccianti includono Michiel Sweerts, Thomas Wijck, Dirck Helmbreker, Jan Asselyn, Anton Goubau, Willem Reuter, Jacob van Staverden e Johan Filip Lemke. Pieter van Laer ebbe una carriera di successo a Roma. Tornò nei Paesi Bassi intorno al 1639. Qui visse principalmente ad Amsterdam e in seguito ad Haarlem con il fratello minore Nicolaes. La data, il luogo e la causa della morte di van Laer sono sconosciuti. Deve essere avvenuta dopo il 1641, anno in cui si sa che realizzò un disegno in un libro di canzoni di Haarlem. Si ritiene che sia tornato in Italia intorno a quel periodo. Secondo una dichiarazione contenuta nel testamento della sorella redatto nel 1654, non vi erano state notizie di Pieter van Laer negli ultimi dodici anni. Il biografo italiano Giovanni Battista Passeri affermò che van Laer morì nell'autunno del 1642. Il biografo olandese Arnold Houbraken riferì che van Laer cadde in depressione alla fine della sua vita e si suicidò annegandosi.

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