Pietro Fancelli
Pittore e scenografo bolognese
Pietro Fancelli è stato un pittore e scenografo italiano. Pietro nacque a Bologna da Petronio, un quadraturista, e Orsola Benedelli. Petronio trasferì la famiglia a Venezia nel 1774, e suo figlio lavorò con il padre e con un pittore bresciano di nome Lodovico Gallina. Tornato a Bologna, si formò presso l'Accademia Clementina, vincendo il premio Marsigli Aldrovandi nel 1784. Nel 1785, la sua Morte di Virginia vinse un ulteriore premio. Divenne membro del corpo docente dell'Accademia Clementina di Belle Arti nel 1791 e assunse la vicepresidenza insieme ad Antonio Beccadelli nel 1793-94. Svolse un ruolo nel tentativo di impedire alle forze napoleoniche di saccheggiare le opere d'arte dai monasteri e dalle chiese soppresse. Dopo che l'Accademia Clementina fu trasformata nell'Accademia Nazionale di Belle Arti nel 1804, Fancelli vi aderì ma senza un incarico di insegnamento regolare. A Bologna e nelle città circostanti, continuò a dipingere pale d'altare, ritratti e a realizzare scenografie teatrali. Nel corso degli anni ha collaborato alla decorazione di palazzi con numerosi artisti locali, tra cui Vincenzo Martinelli, Gaetano Caponeri, Bartolomeo Valiani e Onofrio Zanotti. Tra i palazzi bolognesi che ha dipinto vi sono il Palazzo Gnudi Scagliarini, il Palazzo Grabinski, il Palazzo Aldini Sanguinetti, il Palazzo Tanari, il Palazzo Hercolani e il Palazzo Arcivescovile. Ha dipinto anche in ville circostanti, come Villa Pallavicini Malpighi, Villa Sorra, Villa Contri e Villa Benelli Valmy. Lavorava spesso con Martinelli, un seguace della tradizione bolognese del paesaggio, realizzando molte delle figure dei suoi dipinti a tempera. Realizzava sipari dipinti con temi mitologici o storici, secondo il gusto dell'epoca, per vari teatri di Bologna (il Comunale, il Contavalli e il Teatro del Corso) e per quello di Ascoli Piceno. Alla Certosa di Bologna, in collaborazione con altri artisti, dipinse diverse tombe (Tartagni Marvelli, Magnani, Bargellini, Gnugni, Borghi, Cospi, Conti Castello, Malvezzi), tra cui quella di Martinelli, suo amico e collega, inserita in un paesaggio che richiama quelli dipinti dall'artista in vita. Si trasferì a Pesaro negli ultimi anni della sua vita e vi morì nel 1850. Tra le sue opere vi sono un dipinto delle Stimmate di San Francesco (1796) per la chiesa di San Francesco di Faenza; un dipinto dei Santi Vincenzo Ferrer e Filippo Benizzi (1798) per San Giovanni in Persiceto; un Cristo e le Marie e Crocifissione (1802) per il ciclo dei Misteri del Rosario in San Stefano a Bazzano. Dipinse una Carità di San Tommaso da Villanova per San Giacomo Maggiore a Bologna; e una Sant'Anna e la Vergine (1829) per Santa Maria Maggiore a Bologna. Nel 1797, aveva completato le scene mitologiche per la Villa Muratori-Guerrini-Meriggiano, in collaborazione con il paesaggista Vincenzo Martinelli. Questa collaborazione proseguì nel Palazzo Hercolani (1802) e nella Villa Pallavacini, in seguito Coccapani Tacoli. Collaborarono anche a tele conservate nella Collezione Weiss di Bologna, nonché alle tombe della Certosa di Bologna. Fu inoltre incaricato di decorare la scena di Felsina (Bologna) che offre le chiavi della città a Napoleone, parte di un apparato effimero di archi trionfali per celebrare l'ingresso di Napoleone Bonaparte nella città nel 1805. Competenze analoghe furono impiegate nelle opere di scenografia per le rappresentazioni teatrali di Alessandro conquistatore della Persia (1820; Orloff, 1823; Giordani, 1855), nonché nell'ex Teatro Contavalli, con il sipario raffigurante le Nozze di Zeus ed Era, e nel teatro del Corso, con il Trionfo di Sofocle.
Artworks by this artist (7 total)
- Design for a Monument 1764[-]1850
- Two Standing Courtiers c. 1820
- Head of Meleager 18th-19th century
- Nude Male Academy 18th-19th century
- Women Dancing c. 1820
- Saint John the Baptist preaching in the wilderness
- Design for a Fresco of the Tomb of Vincenzo Martinelli (1737-1807) in the Certosa of Bologna c. 1810[-]1820