Prospero Mallerini
Pittore italiano di soggetti religiosi
Prospero Antonio Felice Maria Mallerini o Mallarini è stato un pittore italiano. Antenato del futuro papa Pio XII, il giovane Prospero fu inviato a Roma dalla sua famiglia per studiare legge. Tuttavia, nella capitale scoprì la sua vocazione di pittore e cominciò a frequentare varie botteghe. Inoltre, a Roma incontrò la famiglia Barberini, con la quale ebbe un'amicizia di lunga data e per la quale eseguì opere di architettura e pittura. Dopo il suo matrimonio con Eleonora De Rossi, ebbe quattro figli: Teresa, Geltrude, Filippo e Marianna. L'esistenza di quest'ultima, in particolare, è stata identificata dagli storici solo recentemente, e riconosciuta come Suor Teresa Vittoria di San Giuseppe nel Monastero di S. Giuseppe a Capo le Case, dove la giovane aveva pronunciato i suoi voti nel 1817. Mallerini lavorò anche in Umbria: a Cannara nel 1797 dipinse la tela sull'altare della chiesa parrocchiale di San Matteo, raffigurante la Vergine col Bambino, Sant'Antonio da Padova e San Rocco. Ad Assisi, nella chiesa della Confraternita di Santa Caterina, gli studiosi gli attribuirono anche lo stendardo bifacciale rappresentante il Martirio di Santa Caterina d'Alessandria, San Giacomo Maggiore e Sant'Antonio Abate, eseguito nel 1810. Fu proprio l'attività in Umbria a consentire agli studiosi di identificare l'opera di Mallerini, rimasta a lungo sconosciuta. Tuttavia, fu a Roma e nello Stato Pontificio che Prospero realizzò la maggior parte delle opere, soggetti puramente religiosi, come la pala d'altare del 1829 nella chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, raffigurante l'Estasi del beato Giovanni Battista della Concezione. Prospero Mallerini divenne noto soprattutto per il Ritratto della famiglia di Don Carlo Barberini, dipinto nel 1802, che per lungo tempo fu effettivamente la sua unica opera conosciuta. Nel dipinto ritrasse un gruppo di dodici persone in una stanza non corrispondente ad alcun ambiente riconoscibile nel Palazzo Barberini, e quindi probabilmente una creazione dell'immaginazione dell'artista. Nell'opera dipinse i membri della famiglia accompagnati da oggetti che fungono da attributi, per indicare le inclinazioni e i talenti di ciascuno, impostando la composizione secondo un ritmo di arsi e tesi, con il capofamiglia in posizione centrale. L'artista si distingueva per la sua "personalità coerente" e la "sostanziale costanza stilistica sia nei ritratti che nelle pale d'altare", tutte caratterizzate dalla "marcata evidenza" degli oggetti "caratterizzati come vere 'nature morte', o con una funzione più episodica e accessoria". Alcune tele, come quella della Vergine con Bambino del 1797, mostravano una evidente consonanza con le maniere di Pietro Labruzzi, suggerendo una possibile relazione diretta tra i due pittori, e forse persino l'ipotesi di un legame tra scuola e bottega. Fu infatti Mallerini a realizzare il disegno per un'incisione tratta da un dipinto oggi perduto di Labruzzi, L'incontro tra il beato Lorenzo da Brindisi e Massimiliano di Baviera, eseguito nel 1783. I due artisti condividevano «la descrizione dettagliata degli abiti e degli arredi», sebbene Mallerini abbia raggiunto «risultati qualitativamente superiori». Come architetto, progettò uno sferisterio che fu costruito nel 1837 nel Palazzo Barberini alle Quattro Fontane.