Romualdo Locatelli
Pittore italiano di ritratti coloniali
Romualdo Locatelli, un pittore, nacque a Bergamo, nel nord Italia. Era il primogenito di Luigi Locatelli, un pittore decorativo e artista di affreschi. La famiglia Locatelli è nota per aver prodotto tre generazioni di artisti, tra cui il pittore Raffaello Locatelli, lo scultore Stefano Locatelli e l'artista di affreschi italo-brasiliano Aldo Locatelli. Fin dall'età di undici anni, Romualdo Locatelli frequentava lezioni d'arte, e il suo insegnante Francisco Domenighini lo descrisse come un «ragazzo intelligente e studioso». All'età di quattordici anni, Locatelli aiutò suo padre nell'esecuzione delle decorazioni per la chiesa parrocchiale di San Filastro, a 25 chilometri da Bergamo. Locatelli studiò poi all'Accademia Carrara diretta da Ponziano Loverini. All'età di vent'anni espose per la prima volta e iniziò a ricevere riconoscimenti dalla critica. Nel 1927 effettuò un viaggio di studio in Tunisia, seguito da viaggi in Sardegna, Toscana e Veneto. Nel 1933 si trasferì a Roma, dove eseguì un ritratto di Vittorio Emanuele III, che fu esposto alla Biennale di Venezia del 1938. Immensamente successo in Italia, le opere di Locatelli furono presto collezionate dal Papa e da Benito Mussolini. Nel 1938, Locatelli fu invitato a visitare le Indie Orientali Olandesi dal governatore coloniale. A Bali, dove soggiornò con il compositore canadese Colin McPhee, Locatelli e sua moglie frequentarono l'alta società, sebbene un impedimento nel parlato lo rendesse timido e riservato in pubblico. Nel 1940, Locatelli lasciò Bali per Manila insieme a un altro artista italiano, Emilio Ambron. Nelle Filippine incontrò il generale MacArthur e rimase lì durante il periodo dell'occupazione giapponese. Locatelli scomparve in circostanze misteriose nella foresta di Rizal, vicino a Manila, il 23 febbraio 1943, dopo aver realizzato numerose opere straordinarie nelle Filippine, tra cui un ritratto presidenziale. È possibile che fosse considerato una spia dell'Asse e, per questo motivo, possa essere stato preso di mira dalla popolazione locale. Inoltre, prima della sua morte, ben 75 delle sue opere furono distrutte dai bombardamenti incendiari giapponesi su Manila. Oggi Locatelli, nonostante la rarità delle sue opere asiatiche, è considerato uno dei più fini orientalisti italiani.