Stefano Pozzi

1699-1768 Italian

Pittore religioso barocco romano

Stefano Pozzi è stato un pittore, designer, disegnatore e decoratore italiano la cui carriera si è svolta principalmente a Roma. Nato a Roma, era uno dei quattro figli artisti di suo padre, un locandiere: Rocco (1701–74) era incisore, con cui Stefano lavorava occasionalmente; Andrea (1718–69), intagliatore in avorio; Giuseppe (1723–65) era anche pittore. Stefano Pozzi studiò nelle botteghe dei due migliori allievi di Carlo Maratta, quella di Andrea Procaccini, che partì per la Spagna nel 1720, e poi quella di Agostino Masucci. Nel 1732 Stefano fu ammesso alla Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon e ne divenne Reggente nel 1739. Nel 1736, fu ammesso all'Accademia di San Luca, la corporazione degli artisti a Roma. Pozzi lavorò principalmente per chiese romane; ad esempio, dipinse un Beato Niccolò Albergati per una cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore; otto ovali tra le finestre (c. 1736) per la chiesa di San Silvestro al Quirinale (Titi 1763); il refettorio della Chiesa di San Gregorio Nazareno; una Morte di San Giuseppe (1742) per la terza cappella della Chiesa del Santissimo Nome di Maria (Titi 1763). Affrescò un Sant'Apollinare in Gloria nella volta della chiesa di Sant'Apollinare alle Terme, che fu ricostruita da Ferdinando Fuga e ridedicata nel 1748. Tra la schiera di artisti che lavorarono alla Cappella di Papa Sisto V, contribuì con figure di angeli nelle lunette degli archi (Titi 1763). Nel 1744 fu chiamato a Napoli dal cardinale Giuseppe Spinelli per decorare l'abside della cattedrale restaurata da Paolo Posi; per la parete destra dipinse il grande olio sui Santi Gennaro e Agrippino che scacciano i Saraceni (ancora al suo posto) e, sulla volta, un affresco con un coro di angeli (ancora al suo posto). Nelle commissioni successive, lavorò con l'architetto Luigi Vanvitelli: nel 1744 realizzò due dipinti per il monastero di Montemorcino che Vanvitelli aveva costruito per gli Olivetani a Perugia (ora il Palazzo dell'Università): un'Annunciazione (ancora sul posto) e il Beato Bernardino Tolomei tra gli appestati (Santa Francesca Romana a Roma). A Perugia affrescò la sagrestia della Chiesa del Gesù. Per la biblioteca che Vanvitelli progettò per il Palazzo Sciarra-Colonna a Roma, Pozzi dipinse allegorie dei segni dello Zodiaco, e nel Palazzo Doria-Pamphilj decorò il Saletto degli Specchi. Gli architetti Vincenzo Brenna e Giacomo Quarenghi e il pittore Antonio Cavallucci si formarono nella pittura classica presso la bottega di Pozzi. Pozzi morì a Roma nel 1768.

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