Vincent Sellaer

Flemish

Fusione di stili rinascimentali italiani e nordici

Vincent Sellaer fu un pittore fiammingo del Rinascimento noto per i suoi soggetti mitologici e religiosi. Le sue opere si distinguono per la monumentalità delle forme e la fusione degli stili italiano e nordico. Si conoscono con certezza pochissimi dettagli biografici di questo artista. Non si sa molto dell'artista, se non che fu attivo a Malines intorno al 1538. Sebbene non vi sia ancora consenso tra gli studiosi, la maggioranza ritiene che Vincent Sellaer debba essere identificato con l'artista a cui il biografo del primo Seicento Karel van Mander si riferiva come Vincent Geldersman. Van Mander descrisse Sellaer come un buon pittore di allegorie, come Leda con due uova, Susanna e i vecchioni, e Cleopatra con l'aspide. Van Mander lo menzionò nella sua Vita di Frans Minnebroer come uno dei pittori notevoli di Malines. Sebbene molte versioni note di Leda e il cigno siano state attribuite a Sellaer, nessuna che raffiguri una Leda con le uova è sopravvissuta. Alcuni storici dell'arte, come G.J. Hoogewerff, hanno ipotizzato che Sellaer abbia lavorato per un certo periodo a Brescia e possa aver visitato altri centri culturali italiani. Questo soggiorno in Italia si collocherebbe negli anni dal 1521 al 1524. Gli studiosi ritengono che Sellaer fosse il pittore più eminente di Mechelen e che i suoi mecenati fossero probabilmente membri della corte e del Gran Consiglio della città. Ad oggi è noto un solo dipinto firmato e datato di Vincent Sellaer. Si tratta dell'opera intitolata Cristo che benedice i bambini, ora conservata nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Sulla base delle caratteristiche di questa tavola, a Sellaer è stata attribuita un'intera serie di opere. Molte di queste opere raffigurano figure centrali a mezza figura, con un tema di ispirazione mitologica o cristiana. Sulla base della sua presunta residenza italiana, si distinguono approssimativamente due grandi sfere di influenza. In primo luogo, l'influenza della scuola leonardesca-lombarda e in particolare quella di Leonardo da Vinci e dei maestri bresciani come Moretto da Brescia e Girolamo Romani. In secondo luogo, un'influenza fiorentino-romana, particolarmente da Andrea del Sarto e dalla scuola di Raffaello. Specialmente le opere tarde, incluse le numerose versioni della Sacra Famiglia attribuite a Sellaer, combinano entrambe le influenze. Una terza influenza è quella della scuola veneziana, come mostrato dall'uso di una tipica gamma cromatica veneziana peculiare di Tiziano, Romani e Veronese. Le numerose raffigurazioni di putti di Sellaer richiamano alla mente l'opera di Moretto da Brescia. Caratteristiche stilistiche tipicamente italiane come lo sfumato e il chiaroscuro sono utilizzate nell'opera di Sellaer. La monumentalità della forma nei dipinti di Sellaer era quasi sconosciuta nei Paesi Bassi dell'epoca. Le sue opere includono solitamente una figura centrale a mezzo busto rivolta in avanti, mentre le figure secondarie sullo sfondo aiutano a chiarire la narrazione. Un tema a cui Sellaer tornava regolarmente era quello della Madonna col Bambino e santi, noto anche come Sacra Parentela. Un esempio è La Madonna col Bambino, santa Elisabetta e altri membri della Sacra Famiglia (da Sotheby's il 28 gennaio 2010 a New York, lotto 253). Come in molte composizioni di Sellaer, i bambini svolgono un ruolo importante in questo dipinto animandolo con i loro movimenti e i loro volti rotondi e sorridenti. Il motivo di un bambino che si arrampica sulla schiena della figura femminile centrale era uno dei dispositivi preferiti di Sellaer in queste composizioni. Questo si riflette anche in un altro tema preferito di Sellaer, la rappresentazione della virtù della Carità, che nel XVI secolo era tipicamente raffigurata come una donna circondata da bambini.

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