Faust nel suo gabinetto
1849
Parliamo di un compagno di studio tossico! In questa scena drammatica, il leggendario studioso Faust siede nel suo studio privato in profonda disperazione, con la mano stretta alla testa, mentre il demoniaco Mefistofele si aggira minaccioso nell'ombra dietro di lui. Basata sulla famosa tragedia di Goethe, la composizione è carica di angoscia romantica: si notino il teschio e le carte sparse sulla scrivania, che segnalano una mente sull'orlo del collasso. Scheffer sapeva davvero come catturare quella specifica sensazione di «ho appena venduto la mia anima e ora me ne pento», facendo provare allo spettatore il pesante fardello del terribile patto di Faust.
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