La ragazza americana all'estero
1896
Charles Dana Gibson cattura qui il momento supremo della «Gibson Girl», satirizzando la frenesia di fine Ottocento per cui le eredi americane davano la caccia ai titoli europei. La nostra eroina siede a tavola durante una cena, dall'aria completamente annoiata nonostante sia affiancata da due nobili ansiosi e caricaturali e da una duchessa che fa da chaperon. La didascalia nota con umorismo che, anche con «due nobili di antica stirpe pronti a sposarla», la sua felicità non è completa. È una pungente critica al fenomeno delle «Principesse Dollaro», per cui ci si aspettava che le ricche ragazze americane fossero entusiaste dell'aristocrazia del Vecchio Mondo, mentre Gibson suggerisce che potrebbero semplicemente trovare tutta la faccenda un po' noiosa.