Tobia e l’’Angelo
c. 1475-1480
Filippino Lippi dà vita a un viaggio biblico in questa affascinante scena rinascimentale, raffigurando il giovane Tobia e l'Arcangelo Raffaele che passeggiano attraverso un rigoglioso paesaggio italiano. Notate il pesce che pende dalla mano di Tobia? Non è solo uno spuntino: è una panacea magica che alla fine guarirà la cecità di suo padre, grazie alla ricetta segreta dell'angelo. Lippi, figlio di un altro famoso pittore e allievo del Botticelli, aggiunge un tocco di realismo quotidiano con il soffice cane bianco che trottella accanto a loro, rendendo questo viaggio divino sorprendentemente concreto e comprensibile.
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