Charles Gleyre
Insegnò agli impressionisti, dipinse accademico
Marc Gabriel Charles Gleyre era un artista svizzero che risiedeva in Francia fin dalla giovane età. Nel 1843 rilevò lo studio di Paul Delaroche e insegnò a numerosi artisti più giovani che divennero celebri, tra cui Henry-Lionel Brioux, George du Maurier, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Louis-Frédéric Schützenberger, Alfred Sisley, Auguste Toulmouche e James Abbott McNeill Whistler. Gleyre nacque a Chevilly, vicino a Losanna. I suoi genitori morirono quando aveva otto o nove anni, e fu allevato da uno zio a Lione, in Francia, che lo mandò alla scuola industriale della città. Iniziò la sua formazione artistica formale a Lione sotto Bonnefond, prima di trasferirsi a Parigi, dove si iscrisse all'École des Beaux-Arts sotto Hersent. Frequentò anche l'Académie Suisse e studiò la tecnica dell'acquerello nello studio di Richard Parkes Bonington. In seguito andò in Italia, dove conobbe Horace Vernet e Louis Léopold Robert. Fu grazie alla raccomandazione di Vernet che fu scelto dal viaggiatore americano John Lowell Jr. per accompagnarlo nei suoi viaggi intorno al Mediterraneo orientale, documentando le scene e i soggetti etnografici incontrati. Partirono dall'Italia nella primavera del 1834 e visitarono la Grecia, la Turchia e l'Egitto, dove rimasero insieme fino al novembre 1835, quando Lowell partì per l'India. Gleyre proseguì i suoi viaggi in Egitto e Siria, facendo ritorno in Francia solo nel 1838. Tornò a Lione con la salute compromessa, avendo contratto un'oftalmia (infiammazione dell'occhio) al Cairo ed essendo stato colpito dalla febbre in Libano. Dopo la sua guarigione, si recò a Parigi e, allestito un modesto studio in rue de l’Université, cominciò a elaborare con cura le idee che si erano lentamente delineate nella sua mente. Vengono menzionati due pannelli decorativi, Diana che lascia il bagno e una giovane nubiana, come quasi i primi frutti del suo genio; ma questi non attirarono l'attenzione del pubblico fino a molto più tardi, e il dipinto con cui aprì praticamente la sua carriera artistica fu la Visione apocalittica di San Giovanni, inviata al Salon del 1840. Seguì nel 1843 La sera, che ricevette una medaglia di seconda classe e in seguito divenne ampiamente popolare con il titolo Illusioni perdute. Raffigura un poeta seduto sulla riva di un fiume, con la testa china e un atteggiamento stanco, che lascia scivolare la sua lira da una mano trascurata, e guarda tristemente un brillante gruppo di fanciulle il cui canto muore lentamente al suo orecchio mentre la loro barca si allontana lentamente dalla sua vista. Nonostante il successo di queste prime imprese, Gleyre si ritirò dalla competizione pubblica e trascorse il resto della sua vita in una quieta devozione ai suoi ideali artistici, senza cercare i facili applausi della folla né trasformare la sua arte in un mezzo di grandezza e ricchezza. Dopo il 1845, quando espose La separazione degli apostoli, non contribuì con nulla al Salon eccetto La danza delle baccanti nel 1849. Tuttavia, lavorò con costanza e fu produttivo. Aveva una «capacità infinita di prendersi cura», e quando gli si chiedeva con quale metodo raggiungesse una così meravigliosa perfezione di esecuzione, rispondeva: «En y pensant toujours». Spesso passavano molti anni tra la prima concezione di un’opera e la sua realizzazione, e non di rado trascorrevano anni anche tra la prima e l’ultima fase della realizzazione stessa. Un paesaggio era apparentemente finito; persino i suoi colleghi artisti lo consideravano completato; solo Gleyre era consapevole di non aver ancora «trovato il suo cielo». Gleyre divenne influente come insegnante, assumendo la direzione dello studio di Paul Delaroche – allora il principale atelier di insegnamento privato a Parigi – nel 1843. Tra i suoi allievi vi erano Jean-Léon Gérôme, Jean-Louis Hamon, Auguste Toulmouche, Whistler e diversi impressionisti: Monet, Renoir, Sisley e Bazille. Non chiedeva agli studenti una tassa di iscrizione, sebbene si aspettasse che contribuissero all'affitto e al pagamento dei modelli. Avevano anche voce in capitolo nella gestione della scuola. Sebbene vivesse in un quasi completo ritiro dalla vita pubblica, nutriva un vivo interesse per la politica ed era un lettore insaziabile di riviste politiche. Per un periodo, sotto Luigi Filippo, il suo studio fu il luogo di incontro di una sorta di circolo liberale. Fino alla fine, tra tutte le sciagure che colpirono il suo paese, conservò la fiducia nel futuro: «la ragione finirà per avere ragione». Morì improvvisamente il 5 maggio 1874, durante una visita alla Mostra Retrospettiva, aperta a favore degli esuli dell’Alsazia e della Lorena. Non si era mai sposato. Lasciò incompiuto Il Paradiso Terrestre, un dipinto che Taine descrisse come «un sogno di innocenza, di felicità e di bellezza – Adamo ed Eva in piedi nel paesaggio sublime e gioioso di un paradiso racchiuso tra le montagne», degno counterpart della Sera. Le sue altre opere includono Il Diluvio, che rappresenta due angeli che sfrecciano sopra la terra desolata da cui le acque distruttrici hanno appena cominciato a ritirarsi, lasciando visibili dietro di sé le rovine che hanno causato; La Battaglia del Lemanus, un pezzo dal design elaborato, affollato ma non appesantito dalle figure, e che esprime con finezza i movimenti delle varie schiere di combattenti e fuggitivi; Il Figliol Prodigo, in cui l’artista ha osato aggiungere alla parabola il nuovo elemento dell’amore materno, accogliendo il giovane pentito con un benvenuto che mostra che il cuore della madre pensa meno al pentimento che al ritorno; Rut e Boaz; Ulisse e Nausicaa; Ercole ai piedi di Onfale; Il Giovane Ateniese, o, come è comunemente chiamato, Saffo; Minerva e le Ninfe; Venere e Adone; Dafni e Cloe; e Amore e le Parche. Lasciò anche un considerevole numero di disegni e acquerelli, nonché numerosi ritratti, tra cui il volto triste di Heinrich Heine, inciso nella Revue des deux mondes dell’aprile 1852. Nel catalogo delle sue opere redatto da Clement vi sono 683 voci, inclusi schizzi e studi.
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Influenced
Artworks by this artist
- The Bath 1868
- Sappho 1867
- Hercules and Omphale 1883
- Ulysses And Nausicaa
- Ruth and Boaz
- Lost Illusions 1867
- The Sorceress 1868
- The Dance of the Bacchantes 1849