Filippo Lippi
Elegante pittore religioso fiorentino
Fra Filippo Lippi O.Carm., noto anche come Lippo Lippi, fu un pittore italiano del Quattrocento (XV secolo) e sacerdote carmelitano. Lippi nacque a Firenze nel 1406 da Tommaso, un macellaio, e sua moglie. Rimase orfano all'età di due anni e fu mandato a vivere con la zia Mona Lapaccia. Poiché lei era troppo povera per allevarlo, lo collocò nel vicino convento carmelitano quando aveva otto anni. Lì iniziò la sua educazione. Nel 1420 fu ammesso nella comunità dei frati carmelitani del Priorato di Nostra Signora del Monte Carmelo a Firenze, pronunciando i voti religiosi nell'Ordine l'anno successivo, all'età di sedici anni. Fu ordinato sacerdote intorno al 1425 e rimase residente in quel priorato fino al 1432. Giorgio Vasari, il primo storico dell'arte del Rinascimento, scrive che Lippi fu ispirato a diventare pittore osservando Masaccio al lavoro nella chiesa del Carmine. Le prime opere di Lippi, in particolare la Madonna di Tarquinia (Galleria Nazionale, Roma), mostrano questa influenza di Masaccio. Nelle sue Vite degli artisti, Vasari dice di Lippi: «Invece di studiare, passava tutto il suo tempo a scarabocchiare immagini sui propri libri e su quelli degli altri». A causa dell'interesse di Lippi, il priore decise di dargli l'opportunità di imparare la pittura. Nel 1432 Filippo Lippi lasciò il monastero, sebbene non fosse stato sciolto dai suoi voti. In una lettera datata 1439 si descrive come il frate più povero di Firenze, incaricato del mantenimento di sei nipoti in età da marito. Secondo Vasari, Lippi si recò poi ad Ancona e Napoli, dove fu catturato dai pirati barbareschi e tenuto come schiavo. La sua abilità nel disegno di ritratti contribuì infine alla sua liberazione. Louis Gillet, scrivendo per l’Enciclopedia Cattolica, considera questo racconto «sicuramente nient’altro che una storia romanzata». Con il ritorno di Lippi a Firenze nel 1432, i suoi dipinti erano diventati popolari, meritando il sostegno della famiglia Medici, che gli commissionò L'Annunciazione e I Sette Santi. Cosimo de' Medici dovette rinchiuderlo per costringerlo a lavorare, e anche allora il pittore fuggì usando una corda fatta con le sue lenzuola. Le sue scappatelle lo gettarono in difficoltà finanziarie dalle quali non esitò a liberarsi tramite la contraffazione [perché?]. La sua vita fu costellata da molte storie simili di cause legali, reclami, promesse infrante e scandali. Nel 1441 Lippi dipinse una pala d'altare per le monache di Sant'Ambrogio, che oggi è un'attrazione di spicco nell'Accademia di Belle Arti di Firenze e fu celebrata nel noto poema di Browning, Fra Lippo Lippi. Rappresenta l'incoronazione della Vergine tra angeli e santi, inclusi molti monaci bernardini. Uno di questi, posto a destra, è una figura a mezzo busto originariamente ritenuta un autoritratto di Lippo, indicata dall'iscrizione «is perfecit opus» su un rotolo tenuto da un angelo; in seguito si credette invece che fosse un ritratto del benefattore che commissionò il dipinto. Nel 1452, Lippi fu nominato cappellano delle suore nel Monastero di Santa Maria Maddalena a Firenze. Nel giugno 1456, Fra Filippo è registrato come residente a Prato (vicino a Firenze) per dipingere affreschi nel coro della cattedrale. Nel 1458, mentre era impegnato in questo lavoro, iniziò a dipingere un quadro per la cappella del monastero di S. Margherita in quella città, dove incontrò Lucrezia Buti, una bella novizia dell'Ordine e la figlia di un fiorentino di nome Francesco Buti. Lippi chiese che le fosse permesso di posare per la figura della Madonna (o forse di S. Margherita). Lippi ebbe rapporti sessuali con lei, la rapì nella sua casa e la tenne lì nonostante gli sforzi delle suore per riprenderla. Questa relazione portò alla nascita del loro figlio, Filippino Lippi, che divenne un famoso pittore seguendo le orme del padre. Nel 1457 fu nominato rettore commendatario di S. Quirico a Legania, istituzioni dalle quali traeva occasionalmente profitti considerevoli. Nonostante questi guadagni, Lippi lottò per tutta la vita per sfuggire alla povertà. Gli ultimi anni della vita di Lippi furono trascorsi a Spoleto, dove gli era stato commissionato di dipingere scene della vita della Vergine per l'abside della cattedrale. Nella semicupola dell'abside si trova Cristo che incorona la Madonna, circondato da angeli, sibille e profeti. Questa serie, che non è del tutto pari a quella di Prato, fu completata da uno dei suoi assistenti, il suo confratello carmelitano Fra Diamante, dopo la morte di Lippi. Lippi morì a Spoleto, intorno all'8 ottobre 1469. La modalità della sua morte è oggetto di controversia. Si dice che il papa abbia concesso a Lippi una dispensa per sposare Lucrezia, ma prima che arrivasse il permesso, Lippi fu avvelenato dai parenti indignati, sia di Lucrezia stessa che di qualche dama che l'aveva sostituita negli affetti del pittore incostante.
Relationship Network
Master student
- Filippino Lippi Student
- Jacopo del Sellaio Student
Influenced
Parent child
- Filippino Lippi Child
Artworks by this artist
- Madonna and Child Enthroned with Two Angels ca. 1440
- The Adoration in the Forest 1459
- Saints Augustine and Francis, a Bishop Saint, and Saint Benedict
- St. Anthony Abbot 1458
- Portrait of a Woman with a Man at a Casement ca. 1440
- The Archangel Michael 1458
- The Funeral of Saint Stephen c. 1460
- Saint Lawrence Enthroned with Saints and Donors 1440s