Francesco Furini

1603-1646 Italian

Francesco Furini

Sfumato sensuale nell'arte barocca

Francesco Furini era un pittore barocco italiano di Firenze, noto per il suo stile sensuale a sfumato nelle pitture di soggetti sia laici che religiosi. Nacque a Firenze in una famiglia artistica. Suo padre, Filippo, era un pittore di ritratti; sua sorella Alessandra divenne anch'essa pittrice; e un'altra sorella, Angelica, fu cantante alla corte di Cosimo II de' Medici, Granduca di Toscana. La formazione iniziale di Furini fu affidata a Matteo Rosselli (i cui altri allievi includono Lorenzo Lippi e Baldassare Franceschini), sebbene Furini sia anche descritto come influenzato da Domenico Passignano e Giovanni Biliverti. Strinse amicizia con Giovanni da San Giovanni. Viaggiando a Roma nel 1619, sarebbe stato esposto anche all'influenza di Caravaggio e dei suoi seguaci. Tra i suoi allievi vi sono Simone Pignoni e Giovanni Battista Galestruzzi. L'opera di Furini riflette la tensione affrontata dallo stile manierista conservatore di Firenze nel confrontarsi con i nuovi stili barocchi dell'epoca. È un pittore di scene bibliche e mitologiche con un forte uso della tecnica sfumata dello sfumato. Negli anni '30 del Seicento il suo stile era parallelo a quello di Guido Reni. Un'opera importante dei suoi primi anni, Hylas e le Ninfe (1630), presenta sei nudi femminili che attestano l'importanza che Furini attribuiva al disegno dal vero. Furini divenne sacerdote nel 1633 per la parrocchia di Sant'Ansano a Mugello. Freedberg descrive lo stile di Furini come colmo di «sensualità morbosa». Il suo frequente uso di figure femminili svestite è in contrasto con il suo eccessivo sentimentalismo religioso, e la sua stilizzazione raffinata e le pose sono in contrasto con il suo obiettivo di esprimere stati altamente emotivi. Le sue scelte stilistiche non passarono inosservate ai biografi contemporanei più puritani come Baldinucci. Anche Pignoni rispecchiò questo stile nelle sue opere. Uno dei suoi capolavori, e non rappresentativo dello stile delle sue tele, è l'arioso affresco nel Palazzo Pitti, dove su ordine di Ferdinando II de' Medici, tra il 1639 e il 1642, Furini affrescò due grandi lunette raffiguranti l'Accademia Platonica di Careggi e l'Allegoria della Morte di Lorenzo il Magnifico. Gli affreschi possono essere visti come una risposta a Pietro da Cortona, che lavorava nel palazzo in quegli anni. Furini viaggiò di nuovo a Roma l'anno prima della sua morte nel 1646.

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