Frans van Mieris il Vecchio

1635-1681 Dutch

Frans van Mieris il Vecchio

Pittore di genere fine di Leida

Frans van Mieris il Vecchio fu un pittore olandese di genere e ritratti dell’Età dell’oro olandese. Membro di spicco di una famiglia di pittori di Leida, i suoi figli Jan (1660–1690) e Willem (1662–1747) e suo nipote Frans van Mieris il Giovane (1689–1763) furono anch’essi affermati pittori di genere. Frans nacque e morì a Leida, dove suo padre Jan Bastiaans van Mieris era orefice, intagliatore di rubini e incastonatore di diamanti. Suo padre desiderava addestrarlo alla propria attività, ma Frans preferiva il disegno e studiò con Abraham Toorenvliet, padre di Jacob Toorenvliet, un vetraio che gestiva una scuola di design. Attraverso la bottega di suo padre, divenne familiare con i modi e l’abbigliamento delle persone distinte. Il suo occhio fu affascinato a turno dallo splendore dei gioielli e delle vetrate colorate; e, sebbene abbia presto lasciato Toorenvliet per le botteghe di Gerard Dou e Abraham van den Tempel, acquisì la maniera dei fijnschilder di Leida piuttosto che la finitezza amsterdamiana dei discepoli di Rembrandt. Raramente sceglieva pannelli le cui dimensioni superavano i 12-15 pollici, e ogni volta che il suo nome è associato a un dipinto di dimensioni superiori, è ragionevole attribuirlo a suo figlio Willem o ad un altro imitatore. A differenza di Dou quando lasciò Rembrandt per la prima volta, o di Jan Steen quando iniziò una carriera indipendente, Mieris non osò mai progettare figure grandi quanto il vero. Caratteristico della sua arte nelle sue minuscole proporzioni è una lucentezza brillante e una lucidatura metallica. I soggetti che trattava meglio erano quelli in cui illustrava le abitudini o le azioni delle classi più agiate; ma talvolta riusciva bene anche negli episodi domestici e nel ritratto, e non di rado si cimentava nell’allegoria. Dipinse ripetutamente la gonna di raso che Ter Borch aveva messo di moda, e spesso gareggiava con Ter Borch nella resa fedele di tessuti ricchi e dai colori vivaci. Tuttavia, rimaneva inferiore a Ter Borch e Metsu, perché non possedeva la loro delicata percezione dell’armonia né il loro affascinante morbidezza di tocco e di tinta, e restava indietro rispetto a Gerard Dou, perché il suo stile era duro e gli mancava il suo senso dell’effetto ottenuto attraverso la concentrazione di luce e ombra. Nella forma della sua composizione, che talvolta rappresenta la cornice di una finestra ravvivata dal verde e adornata con bassorilievi all’interno dei quali si vedono figure fino alla vita, il suo modello è certamente Dou. È dubbio che Houbraken abbia registrato accuratamente la data di nascita di questo maestro. Una delle sue opere più note, «Una compagnia di dame e gentiluomini a un pranzo a base di ostriche», nell’Ermitage di San Pietroburgo, porta la data del 1650. Celebrata sia per la composizione che per la finitezza, proverebbe che Mieris aveva raggiunto il suo apice all’età di quindici anni. Un altro bell’esempio, «Il medico che prende il polso a una dama» nella galleria di Vienna, è datato 1656; e Waagen, in uno dei suoi saggi critici, osserva giustamente che si tratta di una produzione notevole per un giovane di ventun anni. Nel 1657, Mieris si sposò a Leida alla presenza di Jan Potheuck, un pittore, e questa è la prima registrazione scritta della sua esistenza sulla quale possiamo fare affidamento implicito. Dei numerosi pannelli di Mieris, almeno ventinove (come «Giovane donna che infila perle») sono datati, l’ultimo dei quali è un’allegoria, a lungo nella collezione Ruhl a Colonia, che illustra quelli che considerava i vizi affini del bere, fumare e giocare ai dadi, nell’anno 1680. Mieris ebbe numerosi e illustri mecenati. Ricevette commissioni di grande valore dall’arciduca Leopoldo, dall’elettore palatino e da Cosimo III de’ Medici, granduca di Toscana. La sua attività era vasta e redditizia, ma non generò mai in lui trascuratezza o negligenza. Se vi è una differenza tra le opere giovanili e quelle tarde del pittore, essa consiste nel fatto che le prime erano più chiare e delicate nella resa delle carni, mentre le seconde presentavano spesso ombre più scure e livide. Alla sua morte, i suoi clienti si rivolsero naturalmente al figlio Willem, il quale a sua volta lasciò in eredità il suo studio di pittura al figlio Frans. Ma né Willem né Frans van Mieris il Giovane eguagliarono Frans il Vecchio.

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