Giacomo Cavedone

1577-1660 Italian

Giacomo Cavedone

Pittore barocco dal colore tizianesco

Giacomo Cavedone (chiamato anche Giacomo Cavedoni) era un pittore barocco italiano della Scuola Bolognese. Apparteneva alla generazione di pittori ispirati o formati dai Carracci, che includeva Giovanni Andrea Donducci (Mastelletta), Alessandro Tiarini, Lucio Massari, Leonello Spada e Lorenzo Garbieri. Nacque a Sassuolo, vicino a Modena, e riuscì a ottenere un sussidio di tre anni per fare apprendista con Bernardino Baldi e Annibale Carracci. Nell'autunno del 1609, soggiornò a Roma per un anno per lavorare sotto Guido Reni, ed è noto per aver lavorato a Venezia dal 1612 al 1613. Divenne uno dei principali assistenti di Ludovico Carracci, e dopo la morte di Ludovico nel 1619 divenne Caposindaco dell'Accademia degli Incamminati. La sua carriera come pittore fu interrotta da una serie di sfortune; queste includevano una caduta da un ponteggio di chiesa nel 1623 e, nel 1630, la morte della moglie e dei figli a causa della peste. La Britannica del 1911 (dove è erroneamente chiamato Jacopo Cavendone) afferma che sua moglie fu accusata di stregoneria. Visse fino al 1660 e morì in povertà. Le sue opere principali sono l'Adorazione dei Magi, i Quattro Dottori, l'Ultima Cena; e il suo capolavoro, la grande pala d'altare nella Pinacoteca di Bologna, Madonna e Bambino in Gloria con San Petronio e Saint Alo (1614). Le sue pitture hanno una struttura tradizionale ispirata a Ludovico Carracci, con una Madonna e le sue vesti fluttuanti che hoverano sopra i donatori, con una colorazione tizianesca insolitamente ricca per un pittore emiliano. Tra i suoi allievi figuravano Giovanni Andrea Sirani, Giovanni Battista Cavazza, Ottavio Corradi e Flaminio Torre.

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