Giovanni Battista Piazzetta

1682-1754 Italian

Giovanni Battista Piazzetta

Scene rococò veneziane scure e intime

Giovanni Battista Piazzetta (chiamato anche Giambattista Piazzetta o Giambattista Valentino Piazzetta) è stato un pittore rococò italiano di soggetti religiosi e scene di genere. Piazzetta nacque a Venezia, figlio dello scultore Giacomo Piazzetta, dal quale ricevette una prima formazione nell’intaglio del legno. A partire dal 1697 studiò con il pittore Antonio Molinari. Secondo il racconto di Piazzetta, studiò sotto la guida di Giuseppe Maria Crespi mentre viveva a Bologna nel periodo 1703–05, sebbene non vi siano registrazioni da parte di Crespi di un tutorato formale. Grazie a Crespi, l’influenza di Carlo Cignani raggiunse Piazzetta. Piazzetta trovò effettivamente ispirazione nell’arte di Crespi, in cui il chiaroscuro caravaggesco veniva trasformato in un idioma di grazioso fascino nelle sue raffigurazioni di gente comune. Rimase anche profondamente colpito dalle pale d’altare create da un altro pittore bolognese di mezzo secolo prima, Guercino. Intorno al 1710, fece ritorno a Venezia. Lì ottenne riconoscimento come artista di primo piano nonostante la sua produzione limitata e la sua natura modesta, ma alla fine fu meno sostenuto dai mecenati, sia a Venezia che soprattutto all’estero, rispetto ad altre due stelle eminenti del tardo barocco/rococò veneziano, Ricci e Tiepolo. Tuttavia, la gamma di soggetti di Piazzetta era più ampia di quella di questi artisti; Tiepolo, ad esempio, non dipinse mai scene di genere e si limitò a grandi opere storiche e pale d’altare religiose. Ricci e Tiepolo avevano una palette luminosa e una facilità disinvolta che permetteva loro di coprire metri di soffitti con affreschi, sebbene con una superficialità e un glamour assenti nelle rappresentazioni più oscure e intime di Piazzetta. Nonostante ciò, Tiepolo, che collaborò con Piazzetta in alcuni progetti, fu fortemente influenzato dall’artista più anziano; a sua volta, la luminosità e lo splendore della palette di Tiepolo influenzarono Piazzetta nei suoi ultimi anni. Piazzetta ha creato un’arte dai colori caldi e ricchi e da una poesia misteriosa. Spesso raffigurava la contadinanza, anche se spesso in modo grandioso. Era altamente originale nell’intensità del colore che talvolta utilizzava nelle sue ombre e nella qualità ultraterrena che conferiva alla luce che mette in risalto parte di una composizione. I gesti e gli sguardi dei suoi protagonisti alludono a drammi invisibili, come in uno dei suoi dipinti più noti, L’Indovina (1740, ora alle Gallerie dell’Accademia, Venezia). Ha portato una simile sfuggentezza a opere di natura religiosa, come la Gloria di San Domenico in Sotto in su nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Sono inoltre degni di nota i suoi numerosi disegni accuratamente realizzati di figure a mezzobusto o gruppi di teste. Solitamente eseguiti a carboncino o gesso nero con lumeggiature bianche su carta grigia, sono pervasi dallo stesso spirito che anima i suoi dipinti e furono acquistati dai collezionisti come opere indipendenti. Realizzò anche incisioni. Nel 1750 Piazzetta divenne il primo direttore della neoistituita Accademia di Belle Arti di Venezia e dedicò gli ultimi anni della sua vita all’insegnamento. Fu eletto membro dell’Accademia Clementina di Bologna nel 1727. Tra i pittori del suo studio vi erano Domenico Maggiotto, Francesco Dagiu (il Capella), Johann Heinrich Tischbein, Egidio Dall’Oglio e Antonio Marinetti. L’incisore Marco Pitteri era affiliato al suo studio e incise molte delle sue opere. Tra i pittori più giovani che emularono il suo stile vi sono Giovanni Battista Pissati, Giulia Lama, Federico Bencovich e Francesco Polazzo (1683–1753). Morì a Venezia il 28 aprile 1754.

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