Giuseppe Maria Crespi

1665 - 1747 Italian

Giuseppe Maria Crespi

Famoso per pittura di genere

Giuseppe Maria Crespi, soprannominato Lo Spagnuolo, fu un pittore italiano del tardo barocco della scuola bolognese. La sua produzione eclettica comprende dipinti religiosi e ritratti, ma oggi è celebre soprattutto per le sue pitture di genere. Giuseppe Crespi, insieme a Giambattista Pittoni, Giovan Battista Tiepolo, Giovan Battista Piazzetta, Canaletto e Francesco Guardi, costituisce i tradizionali grandi maestri della pittura di quel periodo. Crespi nacque a Bologna da Girolamo Crespi e Isabella Cospi. Sua madre era una lontana parente della nobile famiglia Cospi, che aveva legami con la casata fiorentina dei Medici. Fu soprannominato "lo Spagnuolo" per la sua abitudine di indossare abiti attillati, caratteristici della moda spagnola dell'epoca. All'età di 12 anni entrò come apprendista presso Angelo Michele Toni (1640–1708). Tra i 15 e i 18 anni lavorò sotto la guida del bolognese Domenico Maria Canuti. Si narra che il pittore romano Carlo Maratti, in visita a Bologna, abbia invitato Crespi a lavorare a Roma, ma quest'ultimo rifiutò. L'amico di Maratti, il bolognese Carlo Cignani, invitò Crespi nel 1681-82 a unirsi a un'Accademia del Nudo per studiare il disegno, ed egli rimase in quello studio fino al 1686, quando Cignani si trasferì a Forlì e il suo studio fu rilevato dall'allievo più illustre di Canuti, Giovanni Antonio Burrini. Da quel momento in poi, Crespi lavorò indipendentemente dagli altri artisti. Viaggiò a Venezia, ma sorprendentemente non andò mai a Roma. Portando con sé la sua grande tela religiosa Strage degli innocenti e una lettera di presentazione del conte Vincenzo Rannuzi Cospi, Crespi fuggì nel cuore della notte verso Firenze nel 1708, ottenendo il mecenatismo del Granduca Ferdinando I de' Medici. Era stato costretto a fuggire da Bologna con la tela che, pur essendo destinata al Duca, era stata ambita per sé da un prete locale, Don Carlo Silva. Gli eventi legati a questo episodio furono fonte di numerose controversie legali, nelle quali Crespi trovò, almeno per i successivi cinque anni, nel Duca un fermo protettore. Artista eclettico, Crespi fu ritrattista e brillante caricaturista, ed era noto anche per le sue incisioni all'acquaforte tratte da Rembrandt e Salvator Rosa. Si può affermare che abbia dipinto numerosi capolavori in stili diversi. Realizzò pochi affreschi, in parte perché si rifiutava di dipingere per i quadraturisti, sebbene con ogni probabilità il suo stile non avrebbe comunque soddisfatto i requisiti di un mezzo allora spesso utilizzato per scenografie ampollose. Non fu apprezzato universalmente: Lanzi cita Mengs mentre deplora che la scuola bolognese dovesse chiudersi con il capriccioso Crespi. Lo stesso Lanzi descrive Crespi come colui che lasciò che la sua «propensione alla novità finisse per traviare il suo bell'ingegno». Notò che Crespi inseriva la caricatura persino nei soggetti sacri o eroici, comprimeva le figure, «cadeva nel manierismo» e dipingeva con pochi colori e poche pennellate, «impiegate sì con giudizio, ma troppo superficiali e prive di corposità». Oggi Crespi è noto soprattutto come uno dei principali esponenti della pittura di genere barocca in Italia. Due dei figli di Crespi, Antonio (1712-1781) e Luigi (1708-1779), divennero pittori. Secondo la loro testimonianza, negli ultimi anni Crespi potrebbe aver utilizzato una camera oscura per aiutarsi nella raffigurazione di scene all'aperto. Dopo la morte della moglie, si ritirò a vita privata, uscendo raramente di casa se non per assistere alla messa quotidiana.

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