Giuseppe Vermiglio

1585 - 1635 Italian

Caravaggista norditaliano

Giuseppe Vermiglio fu un pittore caravaggesco originario dell'Italia settentrionale, attivo anche a Roma. Le nostre conoscenze sulla vita di Vermiglio sono frammentarie. È probabile che sia nato ad Alessandria. Trascorse i primi due decenni del XVII secolo a Roma, dove, mentre si formava e lavorava come artista, adottò uno stile di vita bohémien con la tendenza a coinvolgersi in risse con altri pittori; ad esempio, nel 1604 sostenne il resoconto del suo maestro Adriano di Monteleone riguardo a una disputa con due artisti sconosciuti che aveva portato Monteleone a essere ferito dalla propria moglie. L'anno seguente, Vermiglio fu arrestato e imprigionato dopo essere stato scoperto all'ostello del Monte di Brianza con una spada senza licenza. Nel 1611, furono avviati procedimenti contro di lui per aver aggredito fisicamente il pittore Silvio Oliviero. Nel 1618, ancora a Roma, risulta registrato come mercante di quadri. Intorno al 1620 tornò nel nord Italia, dove proseguì la sua carriera di pittore in Piemonte (Novara e Alessandria) e in Lombardia (in particolare a Mantova e Milano). La sua arte fu profondamente influenzata da Caravaggio. Altri pittori ai quali si ritiene che il suo lavoro, sulla base di riferimenti stilistici, sia debitore includono i bolognesi Annibale Carracci e Guido Reni; è stato suggerito che Vermiglio abbia lavorato o studiato a Bologna in qualche momento. Luigi Lanzi lodò il dipinto di Daniele tra i leoni, nella biblioteca della Passione a Milano, come il suo capolavoro. I giudizi sulla qualità della sua opera sono variati dall'«artigiano insignificante» di Alfred Moir al «miglior pittore a olio di cui l'antico Stato del Piemonte potesse vantarsi, e uno dei migliori artisti italiani del suo tempo» di Lanzi.

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