Henri Regnault

1843-1871 French

Henri Regnault

Pittore orientalista materialista

Alexandre Georges Henri Regnault fu un pittore francese. Regnault nacque a Parigi, figlio di Henri Victor Regnault. Dopo aver lasciato la scuola, entrò successivamente negli studi di Antoine Montfort, Louis Lamothe e Alexandre Cabanel, fu sconfitto nel Prix de Rome (1863) da Joseph Layraud e Xavier Monchablon, e nel 1864 espose due ritratti per nulla notevoli al Salon di Parigi. Nel 1866, tuttavia, si aggiudicò il Prix de Rome con un'opera di insolita forza e distinzione, Teti che porta ad Achille le armi forgiate da Vulcano (Scuola di Belle Arti). Il passato dell'Italia non lo toccò, ma le sue illustrazioni per l'opera di Wey su Roma mostrano quanto fosse attento alla vita reale e ai costumi; persino il suo «Automedonte» (Scuola di Belle Arti), eseguito in ossequio ai regolamenti accademici, non era altro che un vivido ricordo di una corsa di cavalli carnevalesca. A Roma, inoltre, Regnault entrò in contatto con la scuola moderna ispano-italiana, una scuola fortemente materialista e incline a considerare anche il soggetto umano soltanto come una delle molte fonti da cui trarre diletto visivo. L'energia vitale, seppur ristretta, di questa scuola agì su Regnault con forza sempre crescente negli ultimi anni della sua vita. Nel 1868 aveva inviato al Salon un ritratto a grandezza naturale di una signora, nel quale aveva compiuto uno dei primi tentativi di rendere il carattere effettivo della vita moderna alla moda. Durante un viaggio in Spagna, vide il generale Juan Prim passare alla testa delle sue truppe e ricevette quella vivida immagine di un demagogo militare che in seguito trasferì su tela, con qualche dispiacere del suo soggetto. Ma quest'opera fece appello all'immaginazione del pubblico, mentre tutte le produzioni successive di Regnault erano rivolte esclusivamente all'occhio. Dopo un ulteriore viaggio in Africa, abbreviato dalle necessità della sua posizione di pensionante della Scuola di Roma, dipinse Giuditta, poi, nel 1870, Salomè, e, come opera dovuta alla Scuola Romana, spedì da Tangeri la grande tela Esecuzione senza udienza sotto i re mori, in cui il pittore aveva giocato con il sangue della vittima come se fosse un gioielliere che scherza con i rubini. Scoppiò la guerra franco-prussiana, e trovò Regnault in prima fila nelle schiere devote della battaglia di Buzenval, dove cadde il 19 gennaio 1871. Il suo amico, il compositore Camille Saint-Saëns, gli dedicò la sua Marche héroïque (1871) in memoria di Regnault. Lo scultore Henri Chapu eresse un monumento in suo onore nel cortile dell'École des Beaux-Arts nel 1872. Jean-Louis-Ernest Meissonier lo dipinse al centro del suo quadro Le Siège de Paris come un soldato che crolla contro la personificazione di Parigi.

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