Jacopo Bellini

Italian

Fondatore Rinascimento veneziano, prospettiva e colore

Jacopo Bellini fu uno dei fondatori dello stile pittorico rinascimentale a Venezia e nell'Italia settentrionale. I suoi figli Gentile e Giovanni Bellini, e il suo genero Andrea Mantegna, furono anch'essi famosi pittori. Pochi dipinti di Bellini sono ancora esistenti, ma i suoi taccuini superstiti (uno al British Museum e uno al Louvre) mostrano un interesse per il paesaggio e per disegni architettonici elaborati e rappresentano la sua eredità più importante. Le sue opere sopravvissute mostrano come abbia adattato la prospettiva lineare ai motivi decorativi e ai colori ricchi della pittura veneziana. Nato a Venezia, Jacopo era probabilmente stato allievo di Gentile da Fabriano, che allora si trovava a Venezia. Nel 1411–1412 era a Foligno, dove lavorò con Gentile agli affreschi del Palazzo Trinci. Nel 1423 Bellini era a Firenze, dove conobbe le nuove opere di Brunelleschi, Donatello, Masolino da Panicale e Masaccio. Nel 1424 aprì una bottega a Venezia, che gestì fino alla sua morte e che formò i suoi figli e altri artisti. Molte delle sue opere più importanti, tra cui l’enorme Crocifissione nella cattedrale di Verona (1436), sono scomparse. Del 1430 circa è la tavola con la Madonna col Bambino, nell’Accademia Carrara, un tempo attribuita a Gentile da Fabriano. Nel 1441, a Ferrara, dove era al servizio di Leonello d’Este insieme a Leon Battista Alberti, eseguì un ritratto di quel marchese, oggi perduto. Di questo periodo sopravvive la Madonna dell’Umiltà, probabilmente commissionata da uno dei fratelli di Leonello. L'influenza di Masolino da Panicale verso temi più moderni e rinascimentali è visibile nella Madonna col Bambino (datata 1448) della Pinacoteca di Brera: per la prima volta compare la prospettiva e le figure sono più monumentali. In seguito contribuì con opere oggi perdute alle chiese veneziane di San Giovanni Evangelista (1452) e San Marco (1466). Del 1459 è una Madonna col Bambino benedicente nelle Gallerie dell'Accademia. In seguito soggiornò a Padova, dove istruì il giovane Andrea Mantegna nella prospettiva e nei temi classicisti e dove, nel 1460, completò un ritratto di Erasmo Gattamelata, oggi perduto. Della sua fase tarda rimangono un Crocifisso danneggiato nel Museo di Verona e un’Annunciazione nella chiesa di Sant’Alessandro a Brescia. Giovanni Fontana mostrò a Bellini un trattato sulla prospettiva.

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