Il cantore
1927
Chaïm Soutine cattura un giovane corista con un'energia vorticosa, quasi turbolenta, che fa sembrare la figura vibrare contro lo sfondo blu profondo. Cresciuto in un rigoroso ghetto ebraico in Lituania, Soutine era infinitamente affascinato dai rituali cattolici, assumendo spesso ragazzi del coro locali per posare per lui nel suo studio parigino. Le pennellate spesse e disordinate conferiscono alle vesti bianche del ragazzo una vita caotica propria, trasformando un semplice ritratto religioso in un'esplosione cruda ed emotiva di colore e trama che definisce perfettamente il suo selvaggio stile espressionista.
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