Olympia
1863
Manet scioccò il mondo dell'arte parigino quando svelò questo audace nudo sdraiato, sostituendo la tradizionale dea mitologica con una cortigiana moderna che fissa lo spettatore senza alcun imbarazzo. Lo sguardo diretto era considerato sfrontato e scortese per l'epoca, suscitando indignazione al Salon del 1865. Si noti il gatto nero con la schiena inarcata ai piedi del letto, un simbolo di sessualità che sostituisce il cane fedele presente nei nudi classici come la Venere di Urbino di Tiziano. Questo disegno cattura l'energia grezza e abbozzata del famoso dipinto a olio, spogliandosi del colore per concentrarsi sul forte contrasto tra la figura pallida e le tende scure e pesanti.
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