Il ragazzo con le bolle di sapone
1868-69
Manet cattura qui un momento fugace dell'innocenza infantile, raffigurando un giovane ragazzo – probabilmente suo figlio Léon – completamente assorto nel soffiare una bolla di sapone. Sebbene sembri un gioco semplice, gli storici dell'arte lo riconoscono come un classico simbolo di «vanitas», ricordandoci che la vita è fragile ed effimera quanto una bolla stessa. Le linee graffianti ed energiche conferiscono alla scena una sensazione cruda e immediata, quasi come uno scatto spontaneo molto prima dell'esistenza dei filtri di Instagram. È un bel promemoria del fatto che anche i grandi maestri amavano giocare con momenti transitori.
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