Il Lirico
1911
Egon Schiele ci catapulta direttamente nel mondo crudo e distorto dell'espressionismo con questa figura contorta, spesso ritenuta un poeta sofferente o un autoritratto. Il corpo dell'uomo è accartocciato come uno straccio gettato via, il viso capovolto in una smorfia che urla agonia creativa. Schiele aveva solo 21 anni quando dipinse quest'opera, padroneggiando già uno stile che rendeva la forma umana meravigliosamente spezzata e intensamente emotiva. È un'istantanea perfetta della Vienna dei primi del Novecento, dove l'arte abbandonava le immagini gradevoli per una verità cruda e scomoda.
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