Rinaldo e Armida', 'pt
Abbiamo qui un classico caso di «nemici che diventano amanti», tratto direttamente dal poema epico di Torquato Tasso *Gerusalemme liberata*. La maga Armida fu inviata per assassinare il cavaliere cristiano Rinaldo, ma quando lo trovò a riposare nel bosco, fu così colpita dalla sua bellezza da lasciar cadere la sua arma – e infine la sua missione. In questa scena, Rinaldo guarda in alto con un fascino sconcertante, il suo elmo abbandonato a terra, mentre Armida si appoggia a un albero, apparentemente divisa tra il suo dovere mortale e un'improvvisa infatuazione. L'opera cattura quel preciso momento in cui un incarico di assassinio si trasforma in una storia d'amore, dipinto con il ricco e teatrale stile della scuola fiorentina dei primi del XVII secolo.