Fra Bartolomeo

1472 - 1517 Italian

Fra Bartolomeo

Pittore religioso sereno

Fra Bartolomeo o Bartolommeo OP, noto anche come Bartolommeo di Pagholo, Bartolommeo di S. Marco e con il suo nome originale Baccio della Porta, fu un pittore italiano del Rinascimento specializzato in soggetti religiosi. Trascorse tutta la sua carriera a Firenze fino alla metà dei quarant'anni, quando viaggiò per lavorare in varie città, spingendosi a sud fino a Roma. Si formò presso Cosimo Roselli e negli anni 1490 cadde sotto l'influenza di Savonarola, il che lo portò a diventare frate domenicano nel 1500, rinunciando alla pittura per diversi anni. Tipicamente i suoi dipinti raffigurano gruppi statici di figure in soggetti come la Vergine col Bambino e santi. Nel 1504 gli fu ordinato di riprendere a dipingere per il bene del suo ordine religioso, e successivamente sviluppò uno stile idealizzato dell’Alto Rinascimento, visibile nella sua Visione di San Bernardo dello stesso anno. Sebbene l’opera sia oggi in cattive condizioni, le sue «figure e i panneggi si muovono con una grazia serafica che dovette colpire il giovane Raffaello con la forza di una rivelazione». Rimase amico di Raffaello, e ciascuno influenzò l’altro. Il suo ritratto di Savonarola rimane l'immagine più nota del riformatore. Fra Bartolomeo dipingeva sia a olio che ad affresco, e alcuni dei suoi disegni sono puri schizzi di paesaggio, i più antichi di questo tipo realizzati da un artista italiano. Nacque a Savignano di Prato, in Toscana. Ricevette il soprannome di Baccio della Porta perché la sua casa si trovava vicino alla Porta di San Pier Gattolini. A partire dal 1483 o 1484, su raccomandazione di Benedetto da Maiano, fece apprendistato nella bottega di Cosimo Rosselli. Nel 1490 o 1491 iniziò una collaborazione con Mariotto Albertinelli. Alla fine degli anni Novanta del Quattrocento, Baccio fu attratto dagli insegnamenti di Fra Girolamo Savonarola, che denunciava quella che considerava arte contemporanea vana e corrotta. Savonarola sosteneva che l'arte dovesse servire come illustrazione visiva diretta della Bibbia per educare coloro che non sapevano leggere il libro. Il suo famoso ritratto di Savonarola, risalente al 1498, si trova oggi nel Museo Nazionale di San Marco a Firenze. L'anno seguente gli fu commissionato un affresco del Giudizio Universale per l'Ospedale di Santa Maria Nuova, completato da Albertinelli e Giuliano Bugiardini quando Baccio divenne frate domenicano il 26 luglio 1500. L'anno successivo entrò nel convento di San Marco. Rinunciò alla pittura per diversi anni, riprendendola solo nel 1504, quando divenne capo della bottega del monastero in obbedienza al suo superiore. In quell'anno iniziò una Visione di San Bernardo per la cappella familiare di Bernardo Bianco nella Badia Fiorentina, completata nel 1507. Poco dopo, Raffaello visitò Firenze e strinse amicizia con il frate. Bartolomeo apprese la prospettiva dal giovane artista, mentre Raffaello affinò le sue abilità nel colore e nel trattamento dei panneggi, cosa evidente nelle opere che produsse dopo il loro incontro. Con Raffaello rimase nei termini più amichevoli e, quando partì da Roma, lasciò nelle sue mani due quadri incompiuti che Raffaello portò a termine. All'inizio del 1508, Bartolomeo si trasferì a Venezia per dipingere un Santo Padre, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina da Siena per i Domenicani di San Pietro Martire a Murano, influenzato in una certa misura dal colorismo veneziano. Poiché i Domenicani non pagarono l'opera, egli la riportò a Lucca, dove può essere vista oggi. Sempre a Lucca, nell'ottobre 1509, dipinse con Albertinelli una pala d'altare della Madonna col Bambino e Santi per la cattedrale locale. Il 26 novembre 1510 Pier Soderini gli commissionò una pala d'altare per la Sala del Consiglio di Firenze, ora nel Museo di San Marco. Due anni dopo terminò un'altra pala d'altare per la cattedrale di Besançon. Nel 1513 si recò a Roma, dove dipinse un Pietro e Paolo, oggi nella Pinacoteca Vaticana, mentre degli anni successivi sono il San Marco Evangelista di Palazzo Pitti a Firenze e gli affreschi nel convento domenicano di Pian di Mugnone, frazione di Fiesole, appena fuori Firenze. Dopo una Festa di Venere promessa al duca Alfonso I d'Este di Ferrara, della quale restano solo disegni, la sua ultima opera è un affresco del Noli me tangere, anch'esso a Pian di Mugnone. Morì a Firenze nel 1517.

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