Francesco Guardi

1712-1793 Italian

Francesco Guardi

Vedutista veneziano dal tocco libero

Francesco Lazzaro Guardi è stato un pittore italiano, nobile e membro della Scuola Veneziana. È considerato, insieme ai suoi fratelli, uno degli ultimi praticanti della scuola classica di pittura veneziana. All’inizio della sua carriera, collaborò con il fratello maggiore Gian Antonio nella produzione di dipinti religiosi. Dopo la morte di Gian Antonio nel 1760, Francesco si concentrò sulle vedute. Le più antiche di queste mostrano l’influenza di Canaletto, ma egli adottò gradualmente uno stile più sciolto, caratterizzato da pennellate vivaci e architetture liberamente immaginate. Francesco Guardi nacque a Venezia in una famiglia di nobili originari del Trentino. Su padre Domenico (nato nel 1678) e i suoi fratelli Niccolò e Gian Antonio erano anch’essi pittori, ereditando in seguito la bottega familiare dopo la morte del padre nel 1716. Probabilmente contribuirono tutti come squadra ad alcune delle commissioni più grandi successivamente attribuite a Francesco. Sua sorella Maria Cecilia sposò il preminente pittore veneto-europeo della sua epoca, Giovanni Battista Tiepolo. Nel 1735, Guardi si trasferì nella bottega di Michele Marieschi, dove rimase fino al 1743. Le sue prime opere certe risalgono al 1738, realizzate per una parrocchia di Vigo d’Anuania, in Trentino. In questo periodo lavorò accanto al fratello maggiore, Gian Antonio. La prima opera firmata da Francesco è un Santo che adora l’Eucaristia (ca. 1739). Le sue opere di questo periodo includevano sia paesaggi che composizioni di figure. Le sue prime vedute mostrano l’influenza sia di Canaletto che di Luca Carlevarijs. Il 15 febbraio 1757, sposò Maria Mattea Pagani, figlia del pittore Matteo Pagani. Nel 1760, suo fratello Gian Antonio morì e nacque il suo primo figlio, Vincenzo. Il suo secondo figlio, Giacomo, nacque nel 1764. Nel 1763 lavorò a Murano, nella chiesa di San Pietro Martire, completando un Miracolo di un santo domenicano chiaramente influenzato da Alessandro Magnasco nel suo stile quasi-espressionista. Le opere più importanti della fase tarda di Francesco Guardi includono le Feste del Doge, una serie di dodici tele che celebrano le cerimonie tenutesi nel 1763 per l’elezione del doge Alvise IV Mocenigo. Nei suoi ultimi anni, l’influenza di Canaletto sulla sua arte diminuì, come mostrato dalla Piazzetta nella Ca’ d’Oro di Venezia. Intorno al 1778, dipinse la severa Apparizione della Santissima Trinità ai Santi Pietro e Paolo nella chiesa parrocchiale di Roncegno. Nel 1782 Guardi ricevette dal governo veneziano l’incarico di realizzare sei tele per celebrare la visita degli arciduchi russi nella città, delle quali ne restano solo due, e altre due per quella di Papa Pio VI. Il 12 settembre dello stesso anno fu ammesso all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Una maggiore attenzione ai colori è presente nelle opere tarde come il Concerto degli 80 orfani del 1782, oggi a Monaco di Baviera, e la Facciata di palazzo con scala dell’Accademia Carrara di Bergamo. Guardi morì a Campiello de la Madona a Cannaregio (Venezia) nel 1793.

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